DONNA LEON RISCIACQUA I SUOI PANNI IN CANAL GRANDE

Mi spiace non essere a Venezia, oggi, per la presentazione dello spettacolo “Donna Leon Lectures Curiosità veneziane”, tratto da un disco-libro uscito in Germania  (alle 17 e alle 19 in inglese, alle 22 in italiano) con l’ensamble “Il Pomo d’Oro” in occasione della notte bianca culturale del Carnevale Veneziano.

Donna Leon, statunitense di origini spagnole, è famosa in tutto il mondo per i suoi romanzi ambientati a Venezia, ma ha deciso di non farli pubblicare in italiano fino alla sua morte. Le ha chiesto il Gazzettino di sabato scorso:

“Quali sono i suoi rapporti con Venezia?”

«È la mia città: ci vivo dal 1981. Sono venuta 40 anni fa come turista e me ne sono subito innamorata [“Oimè, quanto somiglia al tuo costume il mio!”, direi se fossi Giacomo Leopardi, N.d.r.]. È impossibile non farlo. Venezia è come una famosa cantante lirica, come la mia amica Cecilia Bartoli: quando canta è fantastica, quando non è in scena è una persona normale che nessuno nota. Venezia pubblica è famosissima, come città è poco nota. All’estero mi fanno stranissime domande sulla città e io mi diverto a rispondere scherzosamente. Una volta mi hanno chiesto se ci sono le lavatrici; ho risposto che non ci possono essere perchè le vibrazioni della centrifuga metterebbero a rischio le delicate mura dei palazzi e che i veneziani possono scendere a lavare nei canali la biancheria il martedì e il venerdì. Mi hanno creduta. C’è un paradosso tra la Venezia dei veneziani e quella degli stranieri. Ora abito in un appartamento vicino all’ospedale civile, in quella che giudico la zona più bella di Venezia».

Acqua Alta

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15 Risposte to “DONNA LEON RISCIACQUA I SUOI PANNI IN CANAL GRANDE”

  1. Filippo Albertin Says:

    Una latina europea trapiantata di America che decide di vivere a Venezia ma non vuole vedere i suoi libri pubblicati in italiano. Lineare come tipa.

  2. Luan Says:

    Alberto, è per non essere notati o segnati a dito quando si va dal prosciuttaio, o dal verduraio… saprai che qua a Venezia siamo tutti a piedi e ci incontriamo continuamente in Strada Nova. (Tanto i soldi grossi Donna Leon li fa all’estero, da noi le vendite librarie sono in continuo calo).

  3. Filippo Albertin Says:

    Insomma. Questa è una sorta di agente segreto in missione. (Romantica la cosa. Ripercorre la storia veneziana coi suoi traffici tra Oriente e Occidente.)

  4. bye Says:

    L’appuntamento di ieri sera con Donna Leon non ha destato in me alcun interesse! Ha letto pari pari alcune curiosita’ veneziane gia’ risapute. Non ho notato in lei il sacro fuoco della scrittrice! ps:era pure a pagamento. Buona musica eseguita dall’Ensemble “Il Pomo D’Oro”

  5. Lucio Angelini Says:

    Sicura che era lei e non un’attrice? Parlava in italiano fluente?

  6. bye Says:

    Nonostate risieda a Venezia dal 1981 parla un italiano cosparso di innumerevoli errori. Nessun dubbio, era lei! Forse leggendo un suo libro mi ricrederei. Proponiti come suo traduttore :-)))

  7. Filippo Albertin Says:

    Attenzione, però: mi viene in mente Justine Mattera e il suo accento statunitense francamente artefatto. (Se pensiamo poi anche al matrimonio con Limiti…)

  8. fabio painnet blade Says:

    Donna Leon parlerà male l’italiano ma gli italiani li ha capiti benissimo, pare.

  9. Lucio Angelini Says:

    Buon mercoledì delle ceneri, Fabiuzzo. Ricorda che pulvis es:-)

  10. sandro Says:

    Dear Madame, being an incomparable symbol of shittiness and arrogance, why don’t yo go back to your country and tell what a shit we are? We haven’t yet fully realized how much a shit you are, as your shittiness exceeds every humanly understandable limit.
    Yours sincerely, Sandro.

  11. annamaria Says:

    sarei curiosa di sapere dove attinge notizie sulle”fodere” della città così profonde, conosce Venezia e i veneziani meglio di noi! a me piace moltissimo, la leggo in spagnolo.

  12. Merja Says:

    Dear Sandro and also the other readers / Caro Sandro ed anche gli altri lettori:
    Ho letto tutti i libri di Donna Leon (i libri che sono stati tradotti in finlandese) e mi piacono moltissimi. Ho abitato in Italia, ho studiato all’uni di Padova e poi sono stata molte volte anche a Venezia (come una studentessa, come una turista). Amo Italia, la lingua è come un canto, è facile di imparare, e gli italiani sono allegri e vivaci. La cultura…incredibile, meravigliosa. C’è bella in Italia.
    In ogni paese ci sono dei manieri che non sono così gentili, amabili o amichevoli ma e allora? Quelli possiamo riconoscere e poi gli ridiamo, è basta. Posso riconoscere dai libri di Leon un ambiente italiano, un modo italiano di fare o dire qualcosa e perchè queste cause ho la ragione di leggere i libri. Posso essere in mente in Italia quando leggo i libri. (Scusate per gli errori).

  13. Anonimo Says:

    questa signora non ha il coraggio x assumere ciò che pensa !!

  14. Anonimo Veneziano Says:

    Essendo un’accanita lettrice di gialli (senza sangue, ben inteso)ho letto in francese tutte le avventure di Brunetti perchè vivo all’estero e mi manca da morire la mia adorata Venezia.Com’è possibile che una “GRANDE SCRITTRICE” come Donna Leon viva ancora tranquillamente a Venezia e riferisca integralmente la nostra triste situazione italiana??? Capisco benissimo che altrimenti non saprebbe cosa far fare a Brunetti e dovrebbe mandarlo in pensione!Per non parlare della moglie!Ma che meraviglia !!!E’ una DONNA CHE OGNI UOMO VORREBBE AVERE.ma che NON ESISTE !!!..Non solo insegna all’Università (sono una sua collega e so che lavoro sia)ma riesce appena Brunetti arriva a casa ad offrirgli un bicchiere di uno stupendo vino ITALIANO ghiacciato, lo beve anche lei eppoi serve a tavola ,( senza cameriere,lei super-donna fa tutto da sola)un pasto regale, da grande chef, annaffiato da raffinati vini nostrani..e sorpresa finale un dessert (diverso ogni sera) fatto dalle sue manine.
    E brava la furbissima Donna Leon più furba degli italiani da lei cosi’ gentilmente descritti, la quale ha trovato l’America in Italia e se la ride alle nostre spalle!E oltrettutto non vede di buon occhio “I VU’ CUMPRA’ (gente straniera)perchè lei non compra.lei vende e vende bene all’estero e noi furbissimi Italiani li COMPRIAMO i suoi libri!.

    M E A C U L P A , M E A G R A N D I S S I M A C U L P A ! ! !

  15. Gabriele Says:

    Io mi continuo a chiedere perche’ in tutti i suoi libri i veneziani prendano il caffe’ al bar accompagnato da un bicchiere di acqua minerale: mai visto fare in Italia, se non al sud…

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