ORRORE A FANO: PUPO BRUCIA IL PUPO

Molto carina l’idea di proporre ai bambini di Fano, ieri pomeriggio alle 15.00 al Teatro della Fortuna, il “Carnevale degli animali” di Camille Saint-Saëns, “grande fantasia zoologica per piccola orchestra”. Direttore dei solisti dell’Orchestra Sinfonica G. Rossini e affabulatore era il bravissimo NORIS BORGOGELLI, che ha avuto il suo bel da fare a tenere a freno gli scatenati  piccoletti in maschera.

Non me la sono sentita, invece, più tardi, di presenziare al Rogo del Pupo  in Piazza XX Settembre. Ad appiccare il fuoco al fantoccio di cartapesta, chiamato  dai fanesi “el vulòn”( in ricordo dell’arroganza con la quale i francesi si rivolgevano ai cittadini dicendo loro “nous voulon”) quest’anno è stato invitato il cantante Pupo (Enzo Ghinazzi), che non ha perso l’occasione, subito dopo, per illustrare nella sala di Rappresentanza della Fondazione Cassa di Risparmio di Fano “La Confessione” (Rizzoli, 2012). Il giallo, ambientato a Sanremo nei giorni del festival, segna, ahinoi, il suo esordio letterario🙂

Pare ne siano state vendute 14.000 copie solo nella prima settimana. E poi dicono che la letteratura sia in crisi…

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69 Risposte to “ORRORE A FANO: PUPO BRUCIA IL PUPO”

  1. Anonimo Says:

    ricordo una specie di docu-reality sulla vita di Pupo. Lo hanno seguito in casa e in tournée per qualche tempo, montando poi il tutto in alcune puntate. Una famiglia, la sua, che potrebbe stare dentro un film di Wes Anderson, tipo I Tenenbaum, o nella serie Big Love (su una famiglia di mormoni). Lui si destreggia fra tre donne, figli sparsi, il casinò e incredibili tournée per fiere paesane e matrimoni di mafiosi russi, alternati con prime serate tv. Ora anche un libro. Fantastico.

  2. Anonimo Says:

    ero io, diana, l’anonimo

  3. Maria Pia Says:

    Un colpo al cerchio e uno alla botte, insomma!
    I fanesi offrono il meglio ai bambini ed è già una buona cosa 😉

  4. paolo f Says:

    Secondo me, vendute quelle 14.000 copie la spinta andrà ad esaurirsi, perché si esauriranno i compratori. Un po’ come accade in Borsa: quando un titolo schizza in alto troppo in fretta e vedi che comincia a ridiscendere dopo aver toccato un picco, può essere il momento di entrare al ribasso, perché l’entusiasmo dei compratori s’è esaurito e rimangono i venditori che vogliono alleggerirsi.

    Sul caso di specie, osservo che la collana Stile Libero esordì pubblicando “Albertino”, il dj di Radio Deejay che è fratello di quell’altro di nome Linus. Di quel libro non si ricorda nessuno, ovviamente. Poi vi esordì addirittura (pochi lo ricordano) Fabio Fazio, senza alcun risultato. Poi vi esordì Vincenzo Mollica, il giornalista di spettacolo del Tg1, e nessuno se ne accorse — se non chi vide una puntata della sua rubrica dove si auto-segnalò.
    L’esplosione di Giorgio Faletti nel 2002 non deve ingannare, perché lì c’era qualche sostanza in più, tra cui la fortuna televisiva abbastanza concreta del personaggio e la sua versatilità che gli ha permesso di calarsi nei panni dello scrittore. Ora, però, anche la sua parabola è in fase discendente (per la Legge del Decennio che colpisce gli scrittori italiani: Dieci e Non Più Dieci, come periodo massimo consentito per mantenere la posizione di mercato).
    Enzo Ghinazzi, secondo me, resterà nella maggioranza dei casi di esordi abortiti.

  5. Lucio Angelini Says:

    @mariapia. confesso che ho peccato: ho dubitato del libro di Pupo senza averlo letto. Magari è un capolavoro assoluto, chi può dirlo? Leggilo tu, poi magari mi dici:-)

  6. Lucio Angelini Says:

    @paolo. ricordi il successo di John Lennon “give pupo a chance”?

  7. paolo f Says:

    :-))))))
    Naturalmente, ho dimenticato di rilevare l’importante e difficile lavoro dell’editor/ghost-writer di turno (che il Signore li abbia in gloria…)

  8. Anonimo Says:

    ho da poco finito di leggere lo stupendo “Open” di Agassi. Credevo che il merito andasse tutto e solo al giornalista, scrittore e premio Pulitzer che ne è il co-autore, e invece googlando qua e là interviste, video eccetera, ho scoperto che c’è molto di lui. Della sua intelligenza e sensibilità. Aspettiamo Ghinazzi, allora.

  9. paolo f Says:

    Vogliamo paragonare la personalità di un Agassi a quella di un Pupo?

  10. maria pia Says:

    @.@
    Angeli’ e che t’avrei fatto mo’ di male io per meritarmi ‘sta proposta indecente? @.@

  11. diait Says:

    x paolo – guarda che Ghinazzi ha un suo risvolto.

  12. Filippo Albertin Says:

    Il libro si legge piacevolmente e velocemente – un paio d’ore dopo cena mi sono bastate. Ne vale la pena? Dipende dalle aspettative. Se siete cultori del giallo, probabilmente a metà lettura avrete già capito dove andrà a parare la storia. Se siete interessati al mondo della canzone e della tv, la descrizione feroce (e veritiera) che ne fa Enzo “Pupo” Ghinazzi potrebbe darvi da riflettere.

    Leggi tutto l’articolo…

    Che dire? A me pare che tutto questo sia una derivata dell’esordio letterario di Faletti. Cioè, si gioca per contrasto: un comico che scrive un thriller, un altro comico (Francesco Salvi) che scrive un thriller (Zeitgeist), altri comici che si uniscono, e ora un cantante “reso comico da nome e statura” che si accoda con un giallo.

    Da quanto ho visto sembra un libro scritto almeno decentemente. Il fatto è che oggi, indipendentemente dal capolavoro, non possiamo sapere nulla sull’identità dell’autore. Cioè: a me pare che sia un Pupo Project.

  13. Lucio Angelini Says:

    @filippo. come scrivevo all’autore di “CONSIGLI TASCABILI PER ASPIRANTI SCRITTORI” (Giulio Mozzi), il primo consiglio è cercare di diventare un personaggio televisivo, dopodiché le porte dell’editoria si spalancano quasi da sé.

  14. paolo f Says:

    Ma non significa che poi si vendano i libri.
    Fra i personaggi che hanno scritto un libro (finito al macero o nei remainders) ci sono Leonardo Pieraccioni, Simona Ventura, Iva Zanicchi e altri.
    Dimenticavo che anche Francesco Salvi scrisse un thriller, di cui quasi nessuno ha memoria: grazie a Filippo che ce l’ha ricordato. Ma mi sovviene che anche Fabrizio Corona ha pubblicato recentemente un giallo (non ricordo con quale editore; Fazi?).

  15. paolo f Says:

    Qualcuno mi ha suggerito un potenziale titolo “faziano”:
    Cento colpi di machete prima di richiudere la patta.

  16. Lucio Angelini Says:

    @paolo. giulio non specifica “per aspiranti scrittori di best seller”. si limita a dire “aspiranti scrittori”. non è mica scemo:-)

    p.s. se conoscesse il segreto per diventare autori di best seller, non esiterebbe a giovarsene per primo.

  17. paolo f Says:

    Data l’indole — anche artistica — che Giulio Mozzi è uso manifestare, dubito fortemente che possa mai essere un autore di best seller. Sarebbe contro le leggi della fisica.

  18. paolo f Says:

    Lucio, nel 56° commento a un post del cui senso non ho capito un’acca, Giulio Mozzi dichiara:

    «Larry, non mi pare di aver “delegittimato” l’articolo di Bertante (che è qui). Mi sembra un articolo esagerato nei toni e disinformato, questo sì. Ma non ogni critica è una “delegittimazione”.
    Filippo Albertin è una persona in carne e ossa che si chiama Filippo Albertin. Abbiamo conoscenti in comune.
    L’articolo di Bertante parla – facendo una certa confusione, ovvero di ogni erba un fascio – di anonimi e pseudonomi, di troll e compagnia briscola. Quindi non parla di Albertin.
    In calce all’articolo di Bertante ho scritto:
    – Non è difficile tener distanti i fastidiosi. Basta un po’ di attenzione e di pazienza. –
    E questo confermo. E’ dal novembre del 2004 che “vibrisse” è un blog con commenti, e in sette anni abbondanti ho messo in moderazione fissa due persone

    Ebbene, Lucio, sai per caso chi sono queste due persone?

  19. Lucio Angelini Says:

    No, ma perché dovrei saperlo, scusa?

  20. paolo f Says:

    Non so se dovresti saperlo, ho solo chiesto se lo sai (visto che lo conosci da qualche tempo). Una semplice curiosità.

  21. Lucio Angelini Says:

    Guarda, al tempo di vibrisselibri avevo scambi regolari con giulio intorno ai manoscritti in arrivo, ma ora ci siamo abbastanza persi di vista.

  22. Filippo Albertin Says:

    Senza neppure volerlo sono diventato uno delle due persone — forse l’unica in carne ed ossa e con conoscenti in comune — assoggettate alla “moderazione” di Giulio Mozzi. Altro che best-seller.

  23. Filippo Albertin Says:

    Annotazioni:

    1. Siamo sicuri che siano questi personaggi, improvvisamente colti dal fuoco dell’ispirazione, a rivolgersi all’editoria? Piuttosto, non sta accadendo il contrario? (Perdonate la trivialità, ma mi dite perché mai uno che passa almeno due ore al giorno in palestra, e che ha modo di esercitare la furia dei suoi lombi con esemplari quali Belen Rodriguez e relativi cloni, dovendo poi contrattare con tizio e sempronio per la restituzione di filmini amatoriali finiti in rete e altre amenità, dovrebbe di sua spontanea volontà stare seduto ore ed ore davanti a un word processor per scrivere un <a href="http://blog.panorama.it/italia/2011/02/02/fabrizio-corona-bullo-e-impossibile-scrive-il-suo-primo-libro/"romanzo giallo?) Forse è esattamente l’agonizzante mondo del libro che si genuflette di fronte allo scintillante squallore dello spettacolo televisivo. Sono loro — l’editore e lo scribacchino — a chiedere un volto, un nome, un’esistenza.

    2. “Fra i personaggi che hanno scritto un libro (finito al macero o nei remainders) ci sono Leonardo Pieraccioni, Simona Ventura, Iva Zanicchi e altri.” Verissimo. Ma è ovvio che, tra “televisivi”, vale anche sul piano libresco la medesima concorrenza. Secondo voi la Zanicchi può competere con Corona?

    3. Non vi sembra che la copertina falettiana dell’esordio sia molto simile a quella del giallo pupiano in oggetto? C’è sempre una macchia scura in alto — “come sole”, direbbe Charlie Chan, spiegando la diversa conformazione delle macchie di sangue a seconda della dinamica che le ha prodotte — che racchiude autore e titolo. Che editore e scribacchino stiano battendo la via del subliminale?

  24. Filippo Albertin Says:

    Pardon, ecco il broken link di sopra:

    http://blog.panorama.it/italia/2011/02/02/fabrizio-corona-bullo-e-impossibile-scrive-il-suo-primo-libro

  25. Lucio Angelini Says:

    @Filippo. Mi risulta che la Zanicchi vendette un discreto numero di copie del suo “Polenta di castagne”.

  26. Filippo Albertin Says:

    Ok, forse il confronto non era tra i più impari: il connubio cucina-tv tira, eccome se tira. In ogni caso la base concettuale resta: se ti inserisci nell’agone televisivo devi sottostare alle sue regole, anche librescamente.

  27. Filippo Albertin Says:

    A parte il romanzo di Iva Zanicchi “dal titolo equivocabile” (vedi alle voci Clerici e Parodi), in effetti la massima “vai in tv e poi scrivi un libro” mi pare pienamente confermata. A questo punto, però, mi chiedo: Come mai affermatissimi artisti che potrebbero vendere milioni di copie di libri solo per la presenza del loro nome non scrivono libri? Faccio un esempio banale: se un musicista già di suo poliedrico come Franco Battiato mandasse alle stampe i quintali di carta che certamente affollano il suo studio (testi di canzoni non scritte, poesie, annotazioni, aforismi), piuttosto che si mettesse a scrivere un banalissimo diario tra un concerto e l’altro, di certo sarebbe un successo editoriale. Chi si farebbe scappare il primo libro di Battiato e non su Battiato? Eppure tanto lui quanto molti altri, in molti altri campi, non lo fanno.

    Io ho come l’impressione che l’Olimpo dei Famosi sia sempre più caratterizzato da una parte di gente — la maggioranza, peraltro — che non ha nulla da dire, che occupa semplicemente un settore difendendolo a colpi di querele più che tramite la forza del loro messaggio, che è artista solo perché i manager hanno costruito attorno al loro cavallo da corsa un’immagine che varia a seconda delle necessità. Insomma, mi pare che la scrittura si inserisca nell’esistenza di questi “tipi umani” esattamente come gli spot commissionati da Alfonso Luigi Marra si inseriscono nella vita — cioè, nell’immagine, che forse è la stessa cosa — di Emanuela Arcuri.

    I posteri ricorderanno questa fase come “arcurizzazione” della classe intellettuale? (Faccio notare la terribile assonanza di Arcuri con Arcore.)

  28. Lucio Angelini Says:

    Non dimenticare che Battiato si è però cimentato un paio di volte come regista. Di “Perduto amor” è anche autore del soggetto. Sicuramente esistono i cosiddetti “talenti poliedrici”, mentre altre persone dovrebbero già ringraziare il cielo se riescono a ottenere riscontro almeno in un campo…

  29. Filippo Albertin Says:

    Certo, ma il cinema, per esempio, è molto più costoso rispetto alla stesura e pubblicazione di un libro. Ne deduco — stando anche alle dichiarazioni dell’autore — che sia sentito molto più inerente all’attività musicale. Deduco cioè una maggiore aderenza all’idea personale di Arte: faccio quello che “ritengo io” essere più attinente al mio lavoro, e non (probabilmente) quello che mi suggerisce/impone una struttura a latere fatta di consulenti d’immagine, manager e altri parassiti.

    Cioè: nessuno mi può far credere che Corona si sia svegliato una mattina con l’idea di scrivere un romanzo giallo. (A proposito. Sapete che il nostro l’ha scritto in 5 giorni!)

    Nel caso, magari non dei Faletti, ma dei Salvi, Pieraccioni, Pupi e vari, penso che questa fregola letteraria sia un automatismo del genere.

  30. Lucio Angelini Says:

    Come esiste il cibo-spazzatura (junk food), così esistono i libri-spazzatura. Non sarò io a impedire alle fan di Corona di acquistarne il giallo, ma non mi si taccia di presunzione se ardisco attribuirmi un palato un cicinino più raffinato.

  31. maria pia Says:

    La fregola letteraria è propria almeno dell’80% degli italiani (compresi tra i 5 e i100 anni) ~_~

  32. paolo f Says:

    Ricordo che un pomeriggio capitai per errore sul secondo canale (o era il primo?) in una trasmissione di gossip, dove c’erano i soliti “opinionisti” giornalisti, uno dei quali habitué di quei luoghi: un tipo alto, non molto giovane, con tanti capelli castani e un gran ciuffo, naso lungo, occhi piccoli e tanti denti che si aprivano in grandi sorrisi. Non so come si chiama; a un certo punto — si parlava di Fabrizio Corona — questo giornalista, pungolato o sollecitato, dopo qualche resistenza ha ceduto dichiarando:
    “Ebbene sì, se proprio lo volete sapere, sto aiutando Fabrizio a scrivere un romanzo giallo!”
    e giù un gran sorriso, in mezzo agli “Ooh” e “Aah” degli astanti e a uno scrosciante applauso.
    Così seppi in anteprima ciò che sarebbe accaduto.

  33. Filippo Albertin Says:

    No, no, Corona ha scritto il giallo da solo e in cinque giorni. Ovvio, no?

    Lucio, non ti taccio, no, non ti taccio.

  34. fabio painnet blade Says:

    In sei giorni. Ed il settimo si è riposato.

  35. paolo f Says:

    Sentite che ridere, questa è forte.
    Sempre nel commentario di quel post accennato sopra (con l’immagine dello show di Celentano) di cui non ho capito un’acca, Giulio Mozzi a un certo punto getta l’amo dicendo:

    «Il tema dell’articolo è Ludovico Ariosto, non Adriano Celentano.
    Tuttavia, Alberto, prova a esaminare questo sillogismo:
    1. I cachi maturano in maggio,
    2. la somma delle aree dei due quadrati aventi per lati i due cateti di un triangolo rettangolo è pari all’area del quadrato costruito sull’ipotenusa divisa per pi greco,
    3. quindi il 15 febbraio 2012 è mercoledì.
    Il fatto che la conclusione sia indubbiamente vera non basta a rendere interessante o utile il ragionamento.»

    E subito arriva il pesce che abbocca:

    «Non ho capito la cosa del pi greco. La somma dei due quadrati sui cateti è uguale al quadrato sull’ipotenusa e morta lì. Ma forse volevi dire qualcos’altro che non ho compreso.»

    E Mozzi, crudelmente, molla la sua bastonata:

    «Gianni, quel teorema di pitagora sbagliato è semplicemente un esempio di affermazione falsa (come quella che i cachi maturano a maggio).
    Si può benissimo costruire un ragionamento sbagliato, e con premesse sbagliate, e concluderlo con un’affermazione vera.
    E’ però un ragionamento che serve a poco.»

    Mi sembra di vedere Lucy e Charlie Brown: ogni volta che lei gli mette a terra il pallone da football invitandolo a calciarlo, lui invariabilmente ci casca e finisce gambe all’aria…

  36. Lucio Angelini Says:

    Ammetterai che giulio è sottile, anche se tarchiatello:-)

  37. Filippo Albertin Says:

    Ora ho capito perché Mozzi mi ha censurato. Perché continuo a non abboccare a ‘sti ami.

  38. Lucio Angelini Says:

    @filippo. ti ha esplicitamente definito “(op)pressante”.

  39. fabio painnet blade Says:

    faccio notare che,dato l’alto tasso di partecipazione, la stiamo finendo alla stregua del club dei censurati (da Mozzi e non solo).

    @Filippo. Non credo che la censura si limiti al criterio da te descritto. La censura sta sempre in relazione alla scarsa umiltà di chi la applica ed alla necessità di mantenere gli scheletri ben riposti all’interno di sontuosi armadi.

    @paolo. tornando indietro ad una tua vecchia affermazione:
    “Naz Ind sono solo un gruppo di amici che si ritrovano nel salotto buono di casa”(o qualcosa del genere). Temo non sia così, dal momento che li ho sentiti citare – con la Lipperini – per ben tre volte su radio tre (trasmissione diurna ‘fahrenheit’, mi sembra), solo negli ultimi due giorni.

  40. Lucio Angelini Says:

    @fabio. cfr. I Fioretti di San Francesco d’Assisi:

    “E se anzi perseverassimo picchiando, ed egli uscirà fuori turbato, e come gaglioffi importuni ci caccerà con villanie e con gotate dicendo: “Partitevi quinci, ladroncelli vilissimi, andate allo spedale, chè qui non mangerete voi, nè albergherete; se noi questo sostereremo pazientemente e con allegrezza e con buono amore; o frate Lione, iscrivi che quivi è perfetta letizia. e se noi pur costretti dalla fame e dal freddo e dalla notte più picchieremo e chiameremo e pregheremo per l’amore di Dio con grande pianto che ci apra e mettaci pure dentro, e quelli più scandolezzato dirà: “Costoro sono gaglioffi importuni, io li pagherò bene come sono degni; e uscirà fuori con un bastone nocchieruto, e pigliaraccci per lo cappuccio e gitteracci in terra e involgeracci nella neve e batteracci a nodo a nodo con quello bastone: se noi tutte queste cose sosterremo pazientemente e con allegrezza, pensando le pene di Cristo benedetto, le quali dobbiamo sostenere per suo amore; o frate iscrivi che qui e in questo è perfetta letizia..” 🙂

  41. Maria Pia Says:

    […] dal momento che li ho sentiti citare – con la Lipperini – per ben tre volte su radio tre (trasmissione diurna ‘fahrenheit’, mi sembra), solo negli ultimi due giorni.

    @fpb, ehm… il link è della redazione di Fahreneit, http://www.radio.rai.it/radio3/fahrenheit/redazione.cfm
    … e toh, guarda casualmente chi conduce 😉
    … e suvvìa!
    😉

  42. diait Says:

    il club dei censurati, è un po’ anche il club dei rompiscatole o dei bastiancontrari, però. (Parlo per me e per ci si riconosce in questa definizione).
    Si potrebbe fare qualcosa tipo “Dead Poets Society” – il “Circolo dei censurati estinti” (estinti dai blog della compagnia di giro di radiotre…).

  43. diait Says:

    * errata corrige – per chi si riconosce….

  44. Lucio Angelini Says:

    Capitano, mio capitano… (gridavano i passeggeri della Concordia a Schettino, sperando invano di essere nel film ‘L’attimo fuggente’)

  45. diait Says:

    mentre lui, rincasando, faceva risuonare il suo barbarico Yawp.

  46. Filippo Albertin Says:

    Meglio oppressante che oppressore.

  47. paolo f Says:

    @fabio.
    Non a caso, hai sentito citare naz. ind. proprio quando la trasmissione Fahrenheit di Radiotre era condotta dalla Lipperini (per fortuna non accade sempre, altrimenti smetterei di ascoltarla del tutto).
    Loredana Lipperini è una blogger, e ovviamente cerca di segnalare in radio i suoi “compagni di blog”, cioè di consorteria: anche se — devo ammetterlo — quando la medesima fece capolino in n.i. pubblicando un suo articolo, i primi commenti l’hanno stroncata e lei c’è sicuramente rimasta male, quindi dubito che ci ritorni (da qui il dubbio che fra lei e n.i. possa esserci in effetti consorteria). Ma il discorso vale in generale.
    Poi: anche Fahrenheit di Radiotre è una trasmissione seguita da pochi eletti, quindi anche quello può definirsi un “salotto buono”; in molti casi, infatti, vi si presentano poeti e scrittori — a cui vien dato giustamente e meritoriamente spazio, altrimenti non lo avrebbero in nessun altro luogo — che nel mondo di fuori (al di fuori di quel salotto radiofonico) non sono conosciuti da quasi nessuno, e che dopo quella comparsata radiofonica resteranno — purtroppo — sconosciuti come prima.
    Quindi, concludendo: ti assicuro che l’affermazione “Naz. Ind. sono solo un gruppo di amici che si ritrovano nel salotto buono di casa” è decisamente vera.

  48. paolo f Says:

    p.s.: se invece tu avessi sentito citare naz. ind. “insieme” alla Lipperini, da un altro dei conduttori radiofonici che si alternano alla trasmissione, il mio discorso può variare di pochissimo, lasciando inalterata la sua conclusione.

  49. paolo f Says:

    p.p.s.: perdonate una postilla di tipo tecnico.
    Il fatto che Radiotre, e in particolar modo Fahrenheit, sia seguita da “pochi eletti” è dimostrata anche dal fatto che la pubblicità è assente.

  50. Lucio Angelini Says:

    Be’, a questo punto non mi resta che rimandarvi al mio vecchio post su Sinibaldi alla Biblioteca di Mestre:

    https://lucioangelini.wordpress.com/2008/11/03/il-piu-bel-libro-dellanno-2/

  51. paolo f Says:

    p.p.p.s.: (perdonate un’ulteriore postilla di tipo tecnico)
    mi risulta che una delle redattrici di Radiotre, Chiara Valerio, faccia parte di naz. ind.

  52. fabio painnet blade Says:

    Riguardo rai3 e compagnia bella,forse non avete tutti i torti. Ma il ‘forse’ permane.

  53. fabio painnet blade Says:

    Del vecchio post su Sinibaldi è formidabile la chiusura di un Angelini (all’epoca) in gran forma.

  54. paolo f Says:

    Di quel post mi hanno fatto ridere anche i commenti:-)
    Che Lucio abbia perso un po’ di smalto? Anche se fosse, scommetterei che si sta ricaricando per le prossime imprese.

  55. Lucio Angelini Says:

    I miei due ultimi post contraddicono il sospetto di perdita di smalto:-). Vi invito a rileggere il seguente passo: “Non ho nulla contro chi crede che Dio esista e si disturbi a ispirare certi libri – Torah, Bibbia cristiana, Corano e i vari testi sacri delle varie religioni, ***diversificando l’offerta a seconda del target*** – , ma nemmeno contro chi ne dubita” 🙂

    Non vi è piaciuto lo strale contro l’idea di Dio come ispiratore di una precisa “linea editoriale”? E intanto i giornali di oggi parlano di ben dodici morti per quel paio di copie del Corano finite al macero, ennesima conferma della demenza umana.

  56. Lucio Angelini Says:

    @paolo. stamattina riparto per venezia (ho una ciaspolata sulle Dolomiti domani). Ti penserò quando sarò all’altezza di Forlì.

  57. diait Says:

    * a proposito del thread: Lele Guazzoni, un uomo, un mito – direbbe Gianni Minà.

    Sinibaldi e fahre li ho seguiti per quasi un ventennio, da quando erano “Lampi” e c’era la (magnifica) Di Giorgio a intervallare con la scienza (al posto di Storyville).
    Negli anni, poi, “ho preso coscienza” di tante cose che non mi piacevano, a partire dall’effetto parrocchietta – in tutti i sensi: ideologico (compagnia di giro di filosofi, scittori e intellettuali “de sinistra”), culturale (provincialismo, autoreferenzialità, ecc.), letterario (si inseguono le pagine culturali “locali” di Repubblica, Corriere, ecc.) e tecnologico (i giochini… aghhh! i forum…. un cimitero psico-informatico ormai, abbandonato nell’etere, ecc.).

    Apprezzo molto i conduttori per la loro grande disinvoltura e professionalità (sono sempre preparati sui temi di cui parlano, hanno sempre letto i libri che promuovono con l’autore in studio). Ho una preferenza per Tommaso Giartosio, sempre misurato ma franco e diretto quando serve, competente e con un tasso di narcisismo veramente al di sotto della norma. Apprezzabile.

    Sinibaldi lavora tanto e con passione, sa moltissimo di cose e di libri, crede in quello che fa, ed è certamente una persona molto disponibile e alla mano. Ma quando ancora lo sento intervistare Corrado Augias per la sua ultima “uscita”, e intrattanersi (suo malgrado, anche) in reciproci salamelecchi, mi chiedo come faccia.
    Credo che la trasmissione sia molto invecchiata, e non conosco giovani – com’ero anch’io quando l’ascoltavo i primi anni – disposti a seguirla. Parlano tra loro, per loro e di loro – intesi come “milieu” o “élite intellettuale” o altra cosa analoga – e non per tutti quelli che ascoltano. Spesso cavalcano l’onda dei temi/tormentone del momento (laici vs cattolici ci ha ammorbato per due buoni annetti), il bullismo, la violenza sulle donne e tutti gli altri infiniti “fenomeni in allarmante aumento” sempre pronti a riempire le scalette dei contenitori radio-televisivi alla costante ricerca di benzina.

    Inutile dire che tutta la redazione mi odia, e come dargli torto visto che gli ho rotto le palle a ripetizione per svariati anni, via e-mail, obiettado a questo o quello! Però gli ho voluto bene, a Fahre, e sono stata un’assidua del forum (quando ancora era “vivo”), dove ho trovato diversi amici che ancora oggi sono tali.
    Amen.

  58. diait Says:

    E intanto i giornali di oggi parlano di ben dodici morti per quel paio di copie del Corano finite al macero, ennesima conferma della demenza umana.

    Però, anche quei geni che da occupanti di un paese ultrafondamentalista hanno deciso di bruciare simpaticamente il Corano, qualche responsabilità ce l’hanno – almeno qualcuna in più del direttore editoriale…..

  59. Lucio Angelini Says:

    In che modo avresti suggerito di eliminare il materiale sequestrato (e sospetto di essere stato usato a mo’ di pizzini?).

    P.S. Naturalmente un conto sono le scintille (che fanno scoppiare l’incendio), un conto le ragioni profonde…

  60. paolo f Says:

    Lucio: verso le undici/mezzogiorno, mentre portavo in giro il cane, mi ha sfiorato in velocità un manipolo di ciclisti tutti bardati, e subito mi è venuta la trama di un racconto che devo scrivere, tutta intera! Eri tu che passavi a valle, ci scommetterei.

  61. Lucio Angelini Says:

    Sono ancora in treno (poco prima di Padova). meno male che ci ho il micro-pc da viaggio per trastullarmi…

  62. diait Says:

    senz’altro.
    Eppure un errore c’è stato, per ammissione degli stessi americani: Voglio esprimerle il mio profondo rammarico per quanto avvenuto, rivolgo a lei e al popolo afghano le mie più sincere scuse”. Così il presidente Usa Barack Obama in una lettera indirizzata ad Hamid Karzai per scusarsi per le copie del Corano bruciate dai militari americani a Bagram.

    E il bellissimo libro di William Langewiesche (Regole di ingaggio, reportage dall’Iraq dove Langewiesche è stato a lungo – non embedded, ma tra la gente, per le strade) di errori così ne racconta a decine, con conseguenze ancora più tragiche. Errori spesso dovuti all’irresponsabilità e all’ignoranza di chi spedisce e/o guida una forza occupante composta di ragazzotti non troppo acculturati americani in un paese totalmente alieno per cultura, religione e storia, senza che di quella cultura, religione e storia sappiano niente.
    Io sono atea, non è una questione di difendere il Corano. Ma in un paese e in un contesto così, una forza occupante dovrebbe essere composta di individui almeno informati sulle misure da evitare assolutamente. Tipo girare con magliette con vignette sataniche o bruciare Corani.

  63. Lucio Angelini Says:

    @diait. lo scandalo sta proprio nell’occupare, secondo me…

  64. diait Says:

    senz’altro. La conclusione di Langewiesche, infatti, è che in quelle circostanze e con quelle Regole di ingaggio (inevitabili, se si vogliono prima di tutto – e giustamente – salvaguardare i giovani militari americani), andare lì equivale a un omicidio-suicidio.

  65. diait Says:

    lì si parla di Iraq, ma il discorso non cambia

  66. diait Says:

    Per i fanatici (come me) delle serie-tv americane, “Generation Kill” racconta in otto puntate quello che anche Langewiesche scrive nel suo piccolo libro.

  67. Maria Pia Says:

    Riguardo rai3 e compagnia bella,forse non avete tutti i torti. Ma il ‘forse’ permane.

    Per chiudere il cerchio 😉

  68. Filippo Albertin Says:

    Propongo anche questo mix pupeggiante:

  69. Luan Says:

    @filippo. raccapricciante.

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