ESCURSIONE CON LE CIASPE A MALGA BOSCH BRUSÀ

Punto di partenza: Caviola (1113 m.), frazione di FALCADE

Punto di arrivo: Malga Bosch Brusà (1867 m.)

… ma guardate che ospitali avvisi abbiamo trovato appiccicati sulla porta chiusa della malga ieri mattina, dopo una salita di 750 m. di dislivello:

Peoci? Pezzenti? Idioti?

Forse, quando la malga è aperta, i potenziali clienti girano alla larga per non lasciarsi travolgere dall’eccessiva simpatia del gestore*-°

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75 Risposte to “ESCURSIONE CON LE CIASPE A MALGA BOSCH BRUSÀ”

  1. Filippo Albertin Says:

    Interessantissima l’interpunzione stile “nonprinting characters” di Word. Che il simpaticissimo gestore sia una specie di HAL di kubrickiana memoria?

  2. diait Says:

    Questi cartelli valevano la salita e il semiassideramento.
    Il gestore – un genio assolto a mio modesto parere – potrebbe essere uscito da un romanzo di Flannery O’Connor. O essere diventato, per la disperazione di vedersi regolarmente emarginato dai peoci (che poi qualcuno avrà la bontà di dirmi/ci chevvordì), un Unabomber locale.

  3. diait Says:

    *genio assoluto. (Ma pure assolto ci stava!)

  4. Luan Says:

    @diait. In veneziano i peoci sono le cozze, ma l’aggettivo ‘peocioso’ viene usato nel senso di ‘micragnoso, gretto, taccagno’ (le cozze sono, o almeno erano, un frutto di mare da poco prezzo, alla portata anche dei ‘pezzenti’, appunto). Il gestore allude a chi, anziché fermarsi a consumare alla baita, si porta i panini da casa per non spendere*-°

  5. Maria Pia Says:

    Non so se ridere o basire…
    Angeli’, te l’eri portata appresso la colazione?
    L’escursione, però, dev’essere stata bellissima *.*!

  6. diait Says:

    Ma certo, peoci col braccino! A proposito di malga: ricordo uno sketch di Tognazzi/Vianello sulla malga, è possibile? Bah. (La malga è lo stesso della grangia?)

  7. Luan Says:

    1 Pascolo alpino in cui si tengono gli animali d’estate

    2 Costruzione rustica di pietre e di legno adibita ad abitazione per i pastori nel periodo estivo, comprendente anche la stalla per le bestie e la casera per la lavorazione del latte SIN baita

    (da http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/M/malga.shtml

  8. Luan Says:

    Naturalmente è facile che ex malghe siano state oggi trasformate in posti di ristoro, agriturismi eccetera. Il buon alpinista si porta SEMPRE qualcosa da mangiare e almeno un litro e mezzo d’acqua da bere nello zaino: se la meta è una vetta, è difficile che in vetta ci sia un chiosco:-)

  9. Maria Pia Says:

    ovviamente la mia era una battuta: non ti facevo certo sprovveduto e sprovvisto! 😉

  10. jan Says:

    Ti invidio per la gita con le ciaspole Lucio, ma il cartello sulla baita chiusa è davvero deprimente. Per fortuna non tutti i montanari sono così.

  11. Luan Says:

    @jan. Hai poco da invidiare. Gambe in spalla e vai anche tu! Recita un antico proverbio: “Le montagne stanno ferme, gli uomini camminano”:-)

  12. diait Says:

    La visione del bel film “Il vento fa il suo giro” sembrerebbe dare ragione alla realtà fotografata da lucio.

  13. Luan Says:

    Conosco il film, ma ti assicuro che lo stravagante “malgaro” è un’eccezione. L’estate scorsa descrissi ben altro rifugio:

    https://lucioangelini.wordpress.com/2011/08/07/da-passo-rolle-ad-agordo-passando-per-laltopiano-delle-pale-di-san-martino/

  14. diait Says:

    sì, l’avevo letto. Certo, lo so.
    Volevo solo dare un po’ torto a jan, per solidarietà con fabio.

  15. Luan Says:

    sssttt… fabio è in ritiro spirituale.

  16. diait Says:

    seee, addio.

  17. fabio painnet blade Says:

    Ritiro spirituale? Veramente rompevo un po’ le balle a binaghi, però se proprio insistete …

  18. Luan Says:

    cfr. fabì è una civetta, che frascheggia con tutti…*-° (Un moscardino di Bignaghino, gli fa l’occhio di triglia. Lui sgonnella e scopre la caviglia con un far promettente e lusinghier.)

  19. fabio painnet blade Says:

    ‘Con pochi’, mica con tutti. E anche quelli mica mi cagano tanto

  20. diait Says:

    fabio: tu sei come me, o non ti cag*** (con rispetto parlando) o ti bannano. Dovremo farcene una ragione.
    (p.s. “lui sgonnella, l’occhio di triglia…” è roba di opera?)

  21. diait Says:

    ho googlato frascheggia e è uscita la Bohème. C’ho preso. E’ roba d’opera. C’è anche il moscardino.
    Ho visto una sola opera in vita mia, Madama Butterfly, e un altro po’ muoio dal ridere quando è arrivato lo Zio Bonzo.

  22. Luan Says:

    Ma certo che è la Bohème! Vuoi che Fabio non conosca a memoria il libretto di Illica e Giacosa?

    http://opera.stanford.edu/Puccini/LaBoheme/libretto.html

  23. diait Says:

    … a memoria! Io se non c’era il display, alla Butterfly, ero morta. Ho guardato quello tutto il tempo, anche perché dal mio palchetto vedevo solo un quarto esterno del palco, in cui non avveniva più o meno niente.

  24. fabio painnet blade Says:

    @diait.
    perchè mai farsene una ragione? In realtà cerco di intervenire sempre da un angolazione diversa da quella del post a rischio di centrare in pieno gli spigoli. Credo infatti che lo scambio si arricchisca notevolmente qualora prenda spunto da posizioni contrapposte. Viceversa il commento di comune accordo, se non di sostegno solidale o di humor, non mi stimola minimamente (posizione personale sia inteso). Ciò significa quindi che, se si parla di neve piuttosto che di sport o di sanremo, non vedo grossi margini di intervento essendo la mia posizione più o meno vicina a quella degli altri, mentre se si afferma che l’e-book è innovazione, ovviamente ritengo di poter presentare una opinione disallineata e pertanto potenzialmente costruttiva (altra posizione personale). Anche se non scrivo seguo però i discorsi degli altri e davvero mi sarebbe veramente piaciuto che qualcuno di voi fosse intervenuto nello scambio fra Jan e Rossatiziano su NI o magari in quelli più recenti con binaghi, perchè gli argomenti erano perfettamente centrati su questioni di una certa profondità per chi tratta letteratura, magari in prospettiva autoriale, come qui si fa notare. Vabbuò, poi ognuno agisce come meglio crede, è ovvio…

  25. fabio painnet blade Says:

    il moscardino dalle mie parti è una qualità di polpo

  26. Luan Says:

    Ah, sì, Walter Binaghi, quello di Proposta Indecente a WM3:

    https://lucioangelini.wordpress.com/2007/05/01/proposta-indecente-a-wm3/

  27. diait Says:

    !!!!
    Ma wm3 non è quello che parla come Otelma, in prima persona plurale, vero? Quello è Number 1. (Per gli angolofoni: no, non in quel senso)

    Binaghi è un appassionato di Johnny Cash, e di musica in generale. In più, ha letto Alice Miller. Questo me lo fa apprezzare. Seguo ogni tanto il suo blog, che però per me è troppo “difficile”, nel senso che tratta temi critico-letterari o filosofici con strumenti che non ho. In più, credo che abbiamo un’impostazione mentale molto diversa.

  28. paolo f Says:

    Io su NI non commento perché mi fa schifo entrarci.
    Una volta, i primi anni, esisteva l’idea che farne parte fosse un privilegio, uno status, al punto che collettivamente si definivano “Redazione” con la R maiuscola. Poi le cose son cambiate: non si può mantenere troppo a lungo un’immagine finta, perché le maschere esposte all’aria si corrodono in fretta. Lì si trovano alcuni commentatori abituali e fedeli — nel senso che vanno lì da anni a sprecare il tempo, convinti che “esser lì” significhi qualcosa — e gli stessi “indiani” che regolano il traffico. Un gruppetto e nulla più, com’è giusto che sia.

    Da Valter Binaghi si affrontano questioni più profonde, non ci sono — mi sembra — vanità e nemmeno fatuità truccate da atteggiamento artistico. Lì vedo una ricerca costante di senso e un bisogno d’interrogarsi. Binaghi si pone delle questioni vere, in maniera tanto chiara e concreta — e soprattutto scevra da puerili esibizionismi, e soprattutto aperta — che “gli indiani” possono solo sognarsela. Di sicuro non c’è la voglia di mettersi in mostra col cartello “noi-siamo-gli-indiani-e-siamo-trendy-e-i più-ganzi-di-noi-scrivono-articoletti-su-qualche-giornale”, articoletti palesemente inutili e omologati.

    Si è addirittura arrivati all’assurdo che alcuni si qualificano implicitamente come “commentatori abituali di NI” quando si presentano all’esterno: cfr. «Silvia Bortoli era nota agli internauti con il nome di Alcor. Lo pseudonimo appare solo in due dei sessantasei cammei che costituiscono ora la sua trasmigrazione cartacea»:
    http://www.nazioneindiana.com/2011/12/24/come-sono-finita-dove-sono-finita
    Secondo me, cose di questo genere segnano la linea (sottile) che divide buon senso e onestà intellettuale dal delirio di identità/appartenenza o altro che non so definire: un problema diffuso, che rientra nello sfacelo generale del Paese.

  29. diait Says:

    Lì si trovano alcuni commentatori abituali e fedeli — nel senso che vanno lì da anni a sprecare il tempo, convinti che “esser lì” significhi qualcosa — e gli stessi “indiani” che regolano il traffico. Un gruppetto e nulla più, com’è giusto che sia.

    è vero. Vale per altri blog analoghi/omologhi.

  30. Andrea Says:

    Questa malga sarà chiusa come sucessivamente lo saranno le altre di Falcade cosi poi qualsiasi turista si troverà privo di servizi. Complimenti al gestore e a chi si fa odiare, perchè c’è differenza tra odiare la gente e farsi odiare. Non per difendere il gestore ma ci sarà un motivo se ha scritto quelle cose, anche se non condivido.

  31. LUCA 84 Says:

    io che vivo in questa valle posso dire che molti montanari ce l’hanno su con i turisti. Non lo scrivono come il nostro personaggio però se ne sentono di tutti i colori. I turisti vengono qui,non tutti,ma tanti,vanno a funghi gratis, vogliono sentieri puliti, indicazioni,fontane lungo i sentieri, gli sembra tutto lecito. C’è chi ruba la legna per farsi fuoco nel caminetto di casa e questi non son montanari, i montanari la legna se la fanno. Ma non pensate che siete ospiti e come tali vi dovete comportare? Se non date da guadagnare a questa gente come si può pretendere il rispetto? E a parte il rispetto,come si possono dare i servizi quando non si ha nessun ritorno? io personalmente quando vado in vacanza,sempre in montagna cerco di rispettare il codice della strada i divieti di sosta, vado al bar, vado a fare le mie escursioni e mi fermo a mangiare nelle malghe e rifugi,non getto rifiuti per terra, non vado nelle proprietà private (una volta me le son sentite però da un agricoltore perchè son passato nel suo prato da falciare e mi ha spiegato che poi si fa molta fatica a tagliare l’erba pestata). Secondo me tutto sta nell’avere buon senso in tutto credo. Il mondo è pieno di maleducati purtroppo. Una domanda,sareste contenti che chiudesse tutto a Falcade? io son abituato a chiedermi sempre il perchè delle cose e provo a darmi una risposta. Perchè i turisti (certi) non son ben visti a Falcade?

  32. Massimo FALCADE Says:

    Ma quando un luogo o un prato o un abitazione è recintata,voi ci entrate lo stesso???? Entrate nelle proprità private come vi pare e piace, siete educati? E poi vi lamentate se la gente vi dice su. Vergognatevi e comportatevi da persone civili. Un pò ha ragione il gestore. Sono anni che a Falcade gli abitanti ce l’hanno con i turisti,con certi turisti. E tutto dipende dal vostro comportamento che non è sempre corretto,siete ospiti non conquistatori.

  33. Lucio Angelini Says:

    Caro Massimo, vado in montagna e batto rifugi da decenni, ma ti assicuro che non mi era mai capitato di fotografare cartelli e avvisi con contenuti così singolari. Dopodiché il gestore avrà la sua parte di ragioni, per carità. Quindi gli auguro frotte di visitatori educati e spendosi come piacciono a lui.

  34. Max Venezia Says:

    Io ci son stato in estate e mi son trovato bene,son stati ospitali e gentili,ho passato una bella giornata con mia moglie e mio figlio. Bisogna sempre dire solo quello che la gente fa di sbagliato? le cose belle non le scrivete mai.

  35. Lucio Angelini Says:

    @Max. Leggi cosa ho scritto del rifugio Scarpa-Gurekian:

    https://lucioangelini.wordpress.com/2011/08/07/da-passo-rolle-ad-agordo-passando-per-laltopiano-delle-pale-di-san-martino/

  36. Massimo FALCADE Says:

    Signor Lucio,le volevo porre qualche domanda,non con cattiveria, ma per curiosità. Non era meglio evitare questa specie di sputtanamento e semplicemente di evitare in futuro questo luogo? anche a me non piace venezia, ma non vado a scrivere cose su internet,anche perchè non tutti sono antipatici, anzi… E poi, perchè è entrato in una proprietà privata? le piacerebbe che entrassero nel giardino di casa sua? E infine, perchè non va in questo rifugio e in altri anche, dico anche quando sono aperti che magari avrà una migliore accoglienza? questo è il mio punto di vista… Aspetto la sua replica. E se è possibile tolga le foto dei cartelli,non condivido quel che c’è scritto, ma per colpa di una persona non è giusto far una pessima pubblicità a Falcade.

  37. Luan Says:

    Non è pessima pubblicità per Falcade o per l’intero territorio dolomitico, ma solo per l’estensore degli avvisi. quando andammo, la neve era così alta che le recinzioni manco si vedevano: affioravano appena dei tranci di cavalli di Frisia, degni della 1° guerra mondiale, quindi ancora più grotteschi.

    p.s. sì, è normale andare a sedersi sotto le tettoie dei rifugi, quando vi si arriva. saluti

  38. Massimo FALCADE Says:

    no, non è normale,sulle baite aperte a tutti si. Entrare nelle proprietà private non è giusto. A giudicare dalla foto della malga non c’era cosi tanta neve da non vedere la recinzione, e se non erro ci sono anche dei cartelli con scritto proprietà privata, ma forse quelli non li sapete leggere. E poi ripararsi da che?? era una bella giornata. Ma forse vi aspettavate di trovare un bivacco aperto,consumare la legna degli altri, come i cari turisti hanno fatto con la baita di colmont, o il pian de pavier, dove avete bruciato anche i rivestimenti interni. Dove trovate le cose gratis o dove non si spende si ci andate, e pretendete di trovare tutto. Voi a venezia fate pagare anche l’aria tra un po’. Se frequentaste questi luoghi al momento giusto sicuramente l’accoglienza sarebbe un’altra. Vi dovete solo vergognare,forse è proprio vero che chi non da da vivere agli altri non merita rispetto. A voi tutto è dovuto,spendete solo i soldi delle benzina per arrivare fin qua. Ai montanari la sola vostra presenza non serve,con quella date solo fastidio. Mi sa che voi fate parte del gruppo ” ste a ciasa vosta”. Vi hanno dato fastidio quei cartelli perchè vi siete sentiti chiamati in causa. Chi non lo è sicuramente non si è offeso. Per fortuna in veneto non tutti sono come il vostro gruppo. Spero di non conoscervi mai di persona, perchè di maleducati e borghesi ne conosco già qualcuno di troppo.

  39. Luan Says:

    Ok, chiudiamola qua. I toni restano quelli della scritta “è chiuso, idioti, pezzenti”. Per fortuna in montagna esistono rifugisti e gestori di ben altra cordialità. In bocca al lupo.

  40. Massimo FALCADE Says:

    Cordialità con chi se la merita si trova dappertutto,e voi credo non siate tra questi da nessuna parte. La verità fa male, per quello non rispondete a certe domande. Perchè non ci andate quando è aperto? perchè entrate nelle proprietà private? Solo delle risposte a questo vorrei. Vi piace sputtanare la gente, perchè semplicemente allora non avete cambiato zona? i montanari odiano tutti la gente così, è che non tutti lo scrivono. Vai in qualche bar e ascolta, vedrai. (credo che quella scritta sia riferita al catenaccio aperto,perchè sicuramente avrete provato ad entrare,nonostante sia una cosa degli altri)

  41. diait Says:

    Massimo, ha visto “Il vento fa il suo giro”? Un bel film. A odiare la gente, i montanari non ci guadagnano.

  42. Alberto Lupo Says:

    Frequento la Val Biois da più di cinquant’anni e conosco il malgaro del Bosch Brusà da almeno trenta. Posso garantire che è una persona cordiale e ospitale, tanto quanto la moglie che condivide la fatica della gestione della malga. Quel cartello, come altri più o meno dello stesso tono periodicamente esposti, sono il frutto di una lunga storia di angherie e sopprusi: turisti che usano servizi e tavoli con merende al sacco, figli maleducati degli stessi che maltrattano gli animali. Per non parlare degli incivili che si infilano nelle camere private per vedere “come vive il rustico”; inadempienze del comune per quanto riguarda la manutenzione della malga e i permessi di esercizio (analisi delle acque) E potrei continuare per pagine. Solo chi conosce la durezza della vita di una malga vera (non di quelle che si raggiungono in macchina) può capire di cosa parla. Sani.

  43. diait Says:

    Un contributo che rimette le cose in prospettiva.
    Anche se mi sembra di capire – frequentando il suo blog – che Lucio non è uno dei “turisti” descritti.

  44. diait Says:

    p.s. Cosa vuol dire “Sani”?

  45. Alberto Lupo Says:

    Non puoi certo fare un elenco con le cento persone “educate” e le migliaia di cafoni che girano per le malghe i rifugi. Ripeto, chi conosce la realtà di queste malghe non si sente di certo offeso da quei cartelli, per gli altri………..amen.
    p.s. “Sani” è il più vecchio e tradizionale saluto di questa valle.
    Che sia un augurio ?

  46. diait Says:

    l’augurio ci sta sempre bene. In inglese lo tradurrei con un “Take care”. Però quell’amen – era questa la mia obiezione – rischia di diventare controproducente. Se il malgaro in questione volesse, mi offrirei gratis come ghostwriter dei suoi cartelli, che riproporrei in chiave umoristico-surreale, per attirare e incoraggiare almeno i turisti buoni, anziché allontanarli per sempre. Chi ci guadagna, così? Né il malgaro respingente né il turista buono respinto.

  47. diait Says:

    Anzi, lucio sarebbe il ghostwriter ideale dei cartelli anti-cafoni, perché conosce bene la montagna e ne padroneggia il linguaggio. Io conosco solo turnica e developpa, per aver visto uno spettacolo di Aldo, Giovanni e Giacomo (I corti) a teatro.

  48. Alberto Lupo Says:

    se vuoi concorrere al ruolo di ghostwriter puoi provare a postare le tue proposte per “incoraggiare i turisti buoni” Mi impegno a stamparle e a portagliele. Battute (mica tanto) a parte, in quei cartelli c’e, sopratutto, tanta amarezza. Per una montagna, che pur dura, è tanto amata e che fa male vedere così malamente sfruttata e maltratta. Lo sapevi che la stalla a fianco della malga l’ha costruito il nonno del malgaro ?. E lo sapevi che il pascolo è tanto magro che nel passato ci pascolavano solo capre ? E che dire del fatto che le malghe, prorietà del comune e date in affitto di anno in anno, in qualche caso sono stae scippate ai malgari sulla bse di offerte al rialzo fatte da chi voleva sfruttarle come “agriturismo”?.
    Predomina nei post un tono di ironia forzata che fa capire che non si ha la minima idea di cosa voglia dire vivere la montagna in questo modo e scoprire che il “buon turista” ti ha fregato i campanacci delle vacche probabilmenete per farne souvenir da appendere nel suo “chalet” di montagna. (è successo anche questo al malgaro in questione)

  49. diait Says:

    Predomina nei post un tono di ironia forzata che fa capire che non si ha la minima idea di cosa voglia dire vivere la montagna in questo modo

    vale senz’altro per me, che in montagna ci sono stata una sola volta in vita mia, e sono una forzata dell’ironia. Non certamente per lucio, credo. Quando torna dalla spiaggia replicherà, penso.

  50. diait Says:

    p.s. sono tornata in testa al post, e ho rivisto i cartelli. E riletto i commenti (al solito, tendo a ripetermi nei commenti… Vabbè).
    C’è una certa sproporzione però tra le cose che dici e il tono dei cartelli. A parte idioti, peoci e pezzenti eccetera, “Chi non ci dà da vivere non merita rispetto”? In che senso? Esiste un diritto naturale alla clientela? Io faccio la traduttrice, e nel mio piccolo fatico anch’io per 10 euro a cartella. E per combattere la concorrenz devo tenere alti i miei standard, nonostante la paga scarsa. Ma tendo a pensare che chi non mi dà lavoro ha tutto il diritto di farlo (cioè di non darmelo).

  51. Alberto Lupo Says:

    visto che fai la traduttrice mi sembra superfluo fare presente che le parole, diversamente dai numeri, non hanno un valore assoluto ma relativo: al contesto, al chi le scrive/dice, al tempo, etc etc.
    Certo che non esiste un diritto naturale alla clientela ma qui si parla d’altro. Durante il periodo d’alpeggio non è infrequente vedere turisti al sacco utilizzare i tavoli della malga anche se un cartello ricorda che sono riservati ai clienti “consumanti”. La malga è fornita di un bagno (costruito a sue spese dal malgaro) che “buon gusto vorrebbe” fosse ad uso dei clienti e invece qualcuno pensa sia un bagno pubblico (tralasciamo le modalità d’uso……).
    La malga ha una scorta di legna da ardere per gli usi e i consumi della stessa (fanno il formaggio) e spesso, fuori periodo di apertura è stata saccheggiata per improvvisate grigliate…….e così via. E’ agli autori di queste prodezze che sono rivolti i cartelli.
    Forse eccessivi visti “da valle”, non certo per chi queste cose le deve subire da anni. Detto questo è capitato non di rado che arrivando alla malga, il caffè mi sia stato offerto (e non venduto) dal “malgaro respingente”.

  52. Lucio Angelini Says:

    Questo è il mio suggerimento: eliminate quei cartelli osceni e rancorosi, servono solo a peggiorare la situazione. sostituiteli con cortesi inviti al rispetto dell’ambiente e della struttura. spesso chi va in montagna in maniera seria sceglie i percorsi e le mete indipendentemente dalla presenza di malghe. sui comportamenti dei cosiddetti “merenderos” siamo tutti d’accordo in partenza. se vedeste come i turisti qui a venezia lasciano piazza san marco la sera di un giorno qualsiasi… un mare di carte e di rifiuti.

  53. Alberto Lupo Says:

    Vediamo un po’, sfilando i piedi da sotto il tavolo, come si attua il tuo suggerimento.
    I fatti: la malga non è un rifugio aperto al pubblico ma proprietà privata recintata (non certo con i cavalli di frisia ma con una staccionata). Nonostante questo ci siete entrati.
    Qualcuno ha forzato il catenaccio che chiude la porta, come si vede bene dalla foto: manca il lucchetto e l’asola è tranciata.
    Atti di maleducazione fino ad arrivare a veri e propri furti e danneggiamenti sono frequenti e ripetuti.
    A questo punti scambiamo i ruoli:
    sul muro della tua cucina, dopo ripetute effrazioni e furti, appendi un cartello con scritto “mona chi lege” o “ladri stronsi”.
    Qualcuno forza la porta di casa e, infastidito dai cartelli “osceni e rancorosi”, ti consiglia di toglierli e sostituirli con qualche cosa del tipo:
    “Egregio signore, considero il suo gesto riprovevole. Lungi dal voler polemizzare la invito per il futuro ad un maggior rispetto dell’altrui proprietà.
    La pregherei comunque dal volersi astenere dall’asportare o in qualsivoglia maniera danneggiare infissi e suppellettili.
    Con tutto il rispetto che merita, gradisca i miei più distinti saluti.” Segue firma e data,
    Ma mi faccia il piacere….!!!!!!!!!!!!!

  54. diait Says:

    ladri stronsi – da Oscar, comunque.
    (lucio replicherà…)

  55. Lucio Angelini Says:

    @Lupo Alberto. Intanto nessuno di noi ha violato l’interno della malga o provato a forzare alcuna serratura. il grosso è rimasto all’esterno dello steccato e solo un paio di fotografi, proprio perché attirato dai cartelli, si è spinto di là dallo steccato – semplicemente alzando una gamba e pestando un po’ di neve – per andare a leggerli e vedere di che si trattava.

    Detto ciò, fate tranquillamente come vi pare.

  56. Alberto Lupo Says:

    Excusatio non petita…………..
    mai affermato che tu o chi era con te abbia forzato alcunchè.
    Volevo solo farti capire che se lo avessi fatto, meritandoti gli insulti del caso, i cartelli li avrebbe trovati chi arrivava dopo di te ritenendoli, da incolpevole, parimenti ingiusti, immotivati e certamente sgradevoli.
    Resta il fatto che “dentro” casa tua hai il sacrosanto diritto di fare, tranquillamente, come ti pare.

  57. Lucio Angelini Says:

    @Lupo Alberto. Rileggiti il primo cartello (con quei dati statistici raccolti chissà in che modo) e la conclusione: “e allora questa è la NOSTRA accoglienza” (???). Ti si potrebbe obiettare che in montagna ognuno è libero di escursionare dove, quando e come gli pare, anche portandosi le barrette da casa, senza dover per forza sostare in tutte le malghe che gli si parano lungo il cammino.
    Basta. Chiudiamola qua.

  58. Alberto Lupo Says:

    sei sempre più appeso ad un filo. “LA NOSTRA ACCOGLIENZA” si riferisce alla porta sprangata. Chi ha un po’ d’anni sa che una volta qui malghe, casere, tabià erano sempre aperti e a disposizione di chiunque avesse bisogno di un ricovero. Poi sono arrivati i saioch………..e fine. Quanto al diritto di andare dove e come ti pare nessuno l’ha mai contestato. Qui si parla della gente che d’estate spende 100 euri di benzina per arrivare in valle, usa tutto l’usabile gratuitamente e lascia solo rifiuti. Salvo poi lamentarsi se fuori stagione trova le porte chiuse.
    p.s una MALGA, in Febbario è chiusa “per definizione”.
    e per me può finire qui.

  59. Lucio Angelini Says:

    come fate a sapere che qualcuno si lamenta delle porte chiuse? siete in ascolto dietro le porte chiuse? mah. bah.

  60. Alberto Lupo Says:

    più facile fare battute che argomentare.
    e comunque, quella che hai fatto è, in forma e sostanza, una vigliaccata. Mettere alla berlina sul web, e rivedendo qualche post direi con successo, chi non può difendersi non si può definire in altro modo. Se poi la persona in questione è un uomo che per vivere si fa il culo 365 giorni all’anno (le vacche non vanno mai in ferie) ed è esasperato per i motivi che ho già provato a spiegarti, l’operazione assurge al rango di colossale cazzata; letteraria magari, ma pur sempre tale. Dopo tanti suggerimenti da parte tua, mi permetto di dartene uno io: scusati e piantala li.

  61. diait Says:

    se gli ebrei – come me e mia madre – fanno battute sull’olocausto (e le fanno, ti assicuro) credo che anche un malgaro “che si fa il culo” potrebbe accettare la garbatissima ironia con cui lucio ha commentato i suoi peoci, pezzenti e idioti. Comunque stiano le cose a monte (ah! un gioco di parole!), a valle risulta che il malgaro non è un grandissimo comunicatore. E a rimetterci è solo lui.

    La mia modesta proposta per il cartello:
    “Regà, qua se magnano carbonara e kaisersmarren, mica bruscolini. Tornate – sani.”
    Mi raccomando il trattino americano – è cruciale.

  62. diait Says:

    bada che il mio è un argomento, condito da battute. Ma un argomento. Anzi due: uno sul vantaggio di esporre cartelli del genere. Un altro sul valore salva-vita dell’ironia (vedi ebrei).

  63. Alberto Lupo Says:

    @diait, capisco ma la partita non è ad armi pari: tu hai accesso a questo mezzo, il malgaro probabilmete no.
    Tu hai la strumentazione culturale per usarlo e, se del caso, scherzarci, lui probabilmente no. Per te l’ironia, fatta e subita, è facile per lui forse un po’ meno. Se corri in moto contro uno a piedi ti sempra che il gioco sia onesto ? E la questione è molto, molto più vasta del tema del blog.

  64. Alberto Lupo Says:

    @diat quanto al cartello vedrò di farmi da tramite del tuo suggerimento. E’ certo che a livello di comunicazione si possa fare di meglio. Considera tuttavia che ognuno fa per quel che sa e può.

  65. diait Says:

    chissà quante volte è toccato anche a me subirla, l’ironia. ‘ndo còje còje, lo sfottò. Resto della mia idea: la pubblicità negativa se la fa da solo, il malgaro. Non saranno certo tre commenti e una foto su uno dei trecento miliardi di blog nel mondo a mandarlo in rovina. A monte, ripeto, ognuno può avere le sue mille e una ragione. Ma a valle: cui prodest?

  66. Alberto Lupo Says:

    @diait. Ad armi pari, ad armi pari !!
    Altrimenti ha un altro nome.
    Che sia sarcasmo, che sia dileggio, che sia scherno.
    Che sia violenza.

  67. Massimo FALCADE Says:

    signor Lucio, prima dite che c’era tanta neve e non si vedevano le recinzioni, poi che in pochi sono entrati incuriositi, ci stiamo arrampicando sugli specchi??? perchè npon sapete più come difendervi? li avranno letti in molti quei cartelli, ma nessuno li ha messi in rete perchè da persone sagge o se ne sono fregati perchè non chiamati in causa o perchè è la verità. Mi sa che non avete idea di quanto dura sia la vita in montagna,bella a vedere, ma viverci è un’altra cosa. Io, anche se ci fosse una bella donna nel suo giardino non ci entrerei anche se incuriosito. La vostra più che curiosità è forse maleducazione? Avete un comportamento che non piace in montagna, anche se per voi è normale. Come si dice qui ”ave el mal dintorn voi venezie” Conquistatori lo eravate,ora i tempi son cambiati.

  68. Luan Says:

    @massimo. spiacente, non devo né voglio difendermi da niente. i suoi cartelli non sono pagine di diario private, ma veri e propri atti di comunicazione (“MESSAGGI”) rivolti a un imprevedibile numero di destinatari. l’averli io fotografati e divulgati in un blog (peraltro ormai chiuso) NON ha minimamente violato le intenzioni di chi li ha esposti alla pubblica considerazione, ma solo allargato di qualche dozzina il numero dei potenziali lettori. se poi si vergogna di ciò che ha scritto, questo è un problema suo e non mio. detto ciò, sul piano umano non sono insensibile ai suoi problemi e mi spiace che la sua malga non abbia la quantità di frequentatori che lei considera ottimale. ribadisco che, secondo me, tali cartelli non aiutano a conseguire tale scopo.

  69. Massimo FALCADE Says:

    Luan, dammi l’indirizzo di casa tua che vengo e mi comporto allo stesso modo 🙂 così vedo che mi dici. Se ormai è chiuso, però si trova ancora almeno cancellalo che fai più bella figura e il prossimo inverno vai in tibet che magari siete più benvoluti. Troppo comodo come ha già detto qualcuno scrivere con chi non si può difendere con gli stezzi mezzi. E poi ripeto visto che siete sordi, perchè i cartelli con scritto privato vietato entrare non li avete messi??? neanche visti voi….. furbi oltre a maleducati.

  70. Luan Says:

    @massimo. tu pensa alla bella figura tua che io penso alla bella figura mia. non cancello nulla. ciao

  71. Massimo FALCADE Says:

    Se almeno avessi preso una denuncia x violazione di domicilio….. Avrei riso. Non cambio idea su di voi. Sarebbe da fare un reality,madarvi su un pianeta di sola montagna,un mese e poi andate a fare compagnia a Dio. Non si vive di sola cultura caro mio,servirà anche, ma la vita sul campo è un’altra cosa. Fancazzisti letterari:-)

  72. Anonimo Says:

    @massimo falcade, bravo, se un gestore scrive certe cagate vuol dire che non merita di aver nessun cliente, bruttissima malga e gestita da due/tre persone non in grado di accogliere i clienti, li accolgono con bestemmie e basta, è questo un esempio di gestione???!
    Grazie di aver difeso questi gestori incompetenti!

  73. Anonimo Says:

    @ massimo falcade, mi chiamo betty

  74. Massimo FALCADE Says:

    Non è questione di difendere, se leggi le mie domande nessuno ha mai risposto, non puoi saper come si comportano i gestori quando è aperto. Almeno credo. Credo che tutto ciò sia dovuto al comportamento non proprio educato di chi sale apposta quando è chiso per fare dispetti e atti di vandalismo. I turisti,specie quelli delle seconde case in questa valle si stanno facendo da padroni e non è giusto.

  75. Anonimo Says:

    @massimo FALCADE. Ciao Massimo, permettimi un consiglio, da vecchio della Val Biois. Lascia perdere, questi non capiranno mai. Io sono stato di recente al Bosch, sotto la neve con mio figlio. Visto che avevo intenzione di mangiarmi un boccone proprio li, ho avuto l’accortezza di avvertire il gestore e chiedere il permesso. Ovviamente accordato con la massima simpatia. Ma sapevo di doverlo fare, “bussare” e chiedere “permesso ?” prima di entare in casa d’altri. Se uno ‘ste cose non le sente non c’è cristo che possa spiegargliele. Sani.

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