LOREDANA LIPPERINI PRESA A SERINATE

Esbat (Italian Edition)

(La copertina di “Me ne sbatto”, attribuito a Loredana Lipperini)

Nei giorni scorsi Facebook ha regalato più di un brivido. Prima è circolata la notizia dell’arresto di Gian Paolo Serino per ricatto sessuale nei confronti di una finanziatrice  pentita della sua rivista ( o sganci 5000 euro o pubblico le foto dei nostri amplessi), poi, ieri, l’accusa di Serino a Loredana Lipperini di essere Lara Manni, un’autrice di cui a me personalmente non frega una sega (odio il fantasy), ma che la Lipperini ha più volte raccomandato nel proprio blog. Se la notizia fosse vera, saremmo alle solite: dai tempi in cui lei e i wuming si facevano chiamare Luther Blissett non hanno mai smesso di architettare e divulgare bufale (tra le ultime: VMO,  New Italian Epic, Steve Workers), anche se con crescente insuccesso. Molti hanno reagito alla serinata di ieri con un semplice “yawn”.

Altri con un “Ah, però, la boccoluta!”.

Morgan Palmas, che in genere tende ai buoni rapporti con tutti quelli che potrebbero fargli comodo per la sua agenzia letteraria, si è sbilanciato in un: “Se è vero, mi alleo con tutti coloro che me ne parlano male da anni”, poi ha ulteriormente precisato: “Se è vero, scateno contro di lei il delirio. Non scherzo. E poi chiami i wuminChi che vuole a difenderla. Il rischio è che magari dopo tanti anni mi trovo d’accordo con Lucio Angelini, il mondo non ha più le mezze stagioni.”  (Era incazzatissimo per la mancata partecipazione della Lippa al Klit (oris) festival che sta organizando a Thiene).

Helena Janeczek ha preferito la formula amletica: 

 “A nessuno sorge il dubbio che l’attacco di Gian Paolo Serino a Loredana Lipperini sia da qualificarsi come diffamazione? Non aggiungo altri dettagli per non spalmare merda mio malgrado.”

Le ho ricordato il mio pezzo:

https://lucioangelini.wordpress.com/2008/06/03/lipperini-o-della-malafede/

e commentato:  “… Se poi venisse fuori che pubblica anche come Lara Manni, in fondo non ci vedo nessuna aggravante. Sono il suo vizietto della censura e gli atteggiamenti da maestrina della penna rossa a renderla un po’ patetica.”

Infine Ex Novevolt Collana ha dichiarato:

“Se davvero Loredana ha creato negli anni un alter del genere – e *di genere* – diventa la mia eroina. über alles. se questo non è vero, e Loredana e Lara Manni si sentono, a qualsiasi titolo diffamate, faranno bene ad adire a vie legali, o a fare qualsiasi altra cosa riterranno giusto fare… fra l’altro: mi piacerebbe se la questione restasse irrisolta – se rimanessimo tutti nel dubbio.”

a cui Marco Rovelli ha reagito così:

“Ex novevolt, bello avere un’eroina nella vita! :-)”

Come non dargli ragione? Ciascuno ha l’eroina che si merita, meglio se a cavallo (di due editori, nel suo caso: Fazi e Feltrinelli).

Dello scandaletto, ovviamente, non potrà che gioire Elido Fazi, l’editore di Esbat (contrazione  per  “Me ne sbatto le palle”?), un patito dei colpi di spazzola pubblicitari…

[Questo il link per l’articolo di Serino:

http://www.satisfiction.me/loredana-lipperini-a-marchette-da-anni-recensisce-se-stessa-con-un-altro-nome/ ]

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91 Risposte to “LOREDANA LIPPERINI PRESA A SERINATE”

  1. Morgan Says:

    Lucio, cerco di avere buoni rapporti con tutti. Punto. A volte ci si riesce a volte no. Non ero incazzatissimo, infastidito sì. Io non ci vedo nulla di geniale come altri hanno detto se fosse vero, gli pseudonimi hanno una loro storia, è prendere il tempo degli altri facendo finta di essere una persona reale che dà fastidio.

  2. Luan Says:

    Morgan, per un agente letterario è deontologicamente indispensabile avere buoni rapporti con l’ambiente:-). (io sarei una frana, con la mia schiettezza a oltranza).

  3. Morgan Says:

    avere buoni rapporti non significa fingere. Si possono instaurare ottimi rapporti con modalità di schiettezza.

  4. Luan Says:

    Be’, no. Come agente letterario non puoi permetterti dei sani vaffanculo a certi utili stronzi.

  5. paolo f Says:

    Dubito che Elido Fazi possa “gioire” se si appurasse che Loredana Lipperini è Lara Manni sotto mentite spoglie.
    Perché la sedicente Lara Manni (che nessuno ha mai vista nella realtà, e questo è un indizio per l’accusa) si presenta come una ragazza che è nata trent’anni dopo, che si è cibata di manga giapponesi, che vive l’immaginario tipico delle/degli adolescenti e giovani del nuovo millennio. Se il suo pubblico scoprisse che è una cinquantaseienne, oltretutto veterofemminista, credo che i libri firmati Lara Manni non si venderanno più. E questo, per Elido Fazi (a cui auguro ogni bene), sarebbe una pessima faccenda: montagne di volumi da mandare al macero.

    Il secondo indizio a favore dell’accusa è che il primo libro della sedicente Lara Manni è stato pubblicato da Feltrinelli, a cui fa riferimento Loredana Lipperini per le sue pubblicazioni “in chiaro”.

    Il terzo indizio a favore dell’accusa è ce certi articoli di Lara Manni, in cui si analizza il mercato librario italiano e la dinamica delle classifiche di vendita che appaiono sui giornali, uno dei quali ho richiamato
    in questo post, paiono effettivamente scritti da una giornalista del ramo, piuttosto che da una ragazza ventenne/venticinquenne cresciuta a cavallo dei due secoli.

    il quarto indizio a favore dell’accusa è lo stretto sodalizio che la sedicente Lara Manni tiene nel suo blog con il famigerato Waso Ming (la cui numerazione non importa, essendo comunque un’imitazione). Vedasi ad esempio:
    «E ne sono felicissima, Wu Ming 1. La cosa buffa è che altrove questa discussione, che nasceva da miei interrogativi su classifiche e best seller, è divenuta spunto per parlare di King e della sua piena e inossidabile adesione all’horror. Che non era evidentemente il punto. Sulla piena e inossidabile adesione ritorno oggi. Grazie ancora per le puntualizzazioni.»

    Il quinto indizio a favore dell’accusa è che molti interventi della sedicente Lara Manni, come quest’ultimo citato, sono scritti nello stesso stile degli interventi di Loredana Lipperini.

    Dunque, signori, dopo che l’imputata avrà fatto le sue dichiarazioni, la Giuria potrà ritirarsi in camera di consiglio per deliberare.

  6. Morgan Says:

    Luan, fidati, che arrivano sonori. Io, diversamente da quanto potrebbe sembrare, ho la necessità di lavorare in modo costruttivo con le persone, o ci vado d’accordo oppure non ha senso la collaborazione.

  7. Luan Says:

    @morgan. in tal caso sbagli. sul piano professionale ti conviene diplomazia a oltranza, anche con i più beceri (luan sono io, lucio angelini).

  8. Luan Says:

    @paolo. proverò a sentire sua cugina lapeperini 🙂

  9. Ad Sidera Says:

    Cosa dire? A me pare solo un rimpallo di fango. Se rimescoli il fango, può anche darsi che da casa tua il fango si sposti a casa di qualcun altro – o qualcun’altra. Solo questo mi vien da pensare a leggere questa storia. E poi mi chiedo se questo è il tenore dei protagonisti della vita letteraria del web, quanti altri scheletri negli armadi potremmo mai tirare fuori. Non oso immaginare. Ancora una volta mi sento allontanata da tutto ciò che è letteratura sul web. Grazie GPS, grazie Cippa-Lippa, grazie blog letterari et consimilia, grazie, davvero grazie. Torno in biblio, che è meglio.

  10. paolo f Says:

    @Ad Sidera, permettimi di fare un’analogia.
    Sappiamo che nel calcio è in corso un grosso scandalo per le scommesse fraudolente e le correlate manipolazioni delle partite. Il procuratore che segue l’inchiesta, cioè proprio colui che personifica l’accusa, un giorno ha fatto una proposta così: «Siccome gli episodi di reato si stanno moltiplicando in maniera esponenziale (perché le chiamate in causa e le confessioni si alimentano l’un l’altra), sarebbe meglio fare una amnistia per poter azzerare tutto e ricominciare da capo, ovviamente con più controlli. Altrimenti, temo che non se ne possa uscire».
    Ma l’autorità del calcio ha bocciato questa proposta, ritenendola inaccettabile.

    Questo, per commentare il tuo: «mi chiedo se questo è il tenore dei protagonisti della vita letteraria del web, quanti altri scheletri negli armadi potremmo mai tirare fuori».

  11. Ad Sidera Says:

    Eheh infatti io il calcio non lo seguo. Per me potrebbe anche non esistere. 🙂

  12. ANALOGIE 4 (l’Apocalisse) « L U N A T I S M I Says:

    […] potrebbe preparare il terreno per la ricerca di indizi. Poi c’è questo articolo che commenta la vicenda (ancora nelle sue fasi iniziali), il quale termina con la frase: Dello […]

  13. smog Says:

    troppo epico

  14. Luan Says:

    vorrai dire “new-epic”…

  15. filippo Says:

    accademici inaffidabili

  16. paolo f Says:

    Lucio, dammi un parere.
    Mi dicono che nel blog di Lara Manni si è sempre fatto un post al giorno (che leva il medico di torno): dal lunedì al venerdì, con regolarità, esattamente come in Lipperatura. Una delle tante analogie, dunque; ma questo può non significare nulla.
    Ciò che incuriosisce, invece, è il fatto che oggi – all’indomani della “serinata galattica” – in quel blog non è uscito nessun post. Per la prima volta. Tutto tace: che può significare?

    Poi ti confesso che oggi ho fatto una birichinata.
    Uno dei miei ultimi post recenti (quello sull’ultimo libro di King) conteneva un link a Lara Manni, dove arrivò automaticamente – la sera tardi – un “pingback” simile a quello comparso qui sopra, che rimandava al mio post. Ma il mattino dopo era già stato rimosso, perché sai, lì la giornata inizia presto, e io non son riuscito nemmeno a vederlo. Efficienti, sono.
    Allora, col mio post di oggi che ho fatto? Siccome conteneva un link allo stesso post di Lara Manni dell’altra volta, e sarebbe ricomparso lì automaticamente il “pingback”, prima di pubblicarlo ho (malignamente) atteso che passassero le ore 15, quando Loredana Lipperini iniziava a condurre Fahrenheit e quindi era occupata. E, guarda un po’, il pingback è comparso ed è rimasto lì per più di tre ore, fino a dopo che la trasmissione Fahrenheit era finita. Dopodiché è stato – finalmente – rimosso. Ma in quelle tre ore una mucchiata di gente ci ha cliccato sopra per arrivare al mio post.
    Son proprio perfido, va’.

  17. Luan Says:

    @paolo. Nel laramanniblog ho lasciato un paio di commenti che non sono mai apparsi, esattamente come mi accade in Lipperatura:-)

    Comunque, se Lara Manni è la Lipperini, non ci vedo nulla di gravissimo (il ghost writing a scopo di lucro è un’attività ampiamente praticata). Il mio pessimo giudizio sulla Lippa si basa su altre miserie.

  18. paolo f Says:

    Naturale che non c’è nulla di gravissimo, ci mancherebbe.
    E’ tutta quella sovrastruttura che sta intorno che appensantisce la cosa, e crea complicazioni.
    Ad ogni modo, in rete c’è un’intervista a Lara Manni, con tanto di foto:

    http://it.paperblog.com/due-chiacchiere-con-lara-manni-312668

    Dunque, il problema potrebbe essere risolto: tanto rumore per nulla.

  19. Luan Says:

    Paolo, la foto potrebbe essere di chiunque, magari della cugina scema della Lippa. Ho dovuto cercare su wikipedia la definizione di fanfiction (una delle menate con cui la Nostra si illude di essere sempre due spanne più all’avanguardia degli altri): “Fanfiction o fan fiction (abbreviato comunemente in fanfic, FF o fic) è il termine utilizzato per indicare tutte quelle opere scritte dai fan (da qui il nome), prendendo come spunto le storie o i personaggi di un lavoro originale.” Ciò detto, aggiungo che sì, tutto può essere, ma chissenefrega?

  20. Iannozzi Giuseppe Says:

    Una foto che più sgranata non potrebbe essere. Definizione più bassa non si poteva trovare.

    Ricordate i VMO? Ecco, i maestri delle boiate staliniste erano bravissimi nei fotomontaggi con tanto di avvallo della lippa. Quelli che arrivarono pure ad autorecensire il loro bloggaccio stalinista su l’Unità.

    Sulle bandelle dei libri non c’è una sola foto di questa sedicente lara. Ma si dice che ha scritto su Carmilla, sì, la solita Carmilla gestita dai soliti che si credono furbi e invisibili eccetera eccetera… E per quanto ne so io a Roma non esiste nessuno che possa corrispondere a lara manni. Poi c’è tutto quello che è già stato evidenziato da altri commentatori qui, prima di me… ennesima bufala? Oh, yeah!

    A quest’ora sai come si sarebbero ribellate le due, cioè la una, cioè le due, cioè la una, cioè le due, cioè i simulacri lippiani… ed invece silenzio, un silenzio di piombo.

    Comunque ci sono altri che scrivono sotto falso nome, ma sono personaggini così tanto… insomma non vale la pena neanche parlarne.

  21. Giulio Mozzi Says:

    Effettivamente, se è vero, Serino ha fatto una cosa disgustosa.

  22. Iannozzi Giuseppe Says:

    Serino ha solo fatto del giornalismo investigativo, null’altro.

    Personalmente sono stufo di chi si spaccia per questo e quell’altro: onestà, ci vuole onestà, tutta quella che manca. Arcistufo di chi VMO eccetera eccetera ripetuto all’infinito assoluto.

  23. Luan Says:

    @giulio. le voci più inquietanti danno lipperini e serino segretamente d’accordo (finti attacchi reciproci) per il definitivo lancio commerciale della Rowling de noantri. mah. bah. chi può dirlo? cosa non si farebbe per diventare delle Sensei?:-)

  24. Paolo Says:

    La ragazza della foto sgranata è tale Susanna Angelino (a fondo post):

    http://cadelleombre.blogspot.com/2009/02/due-nuove-inquietanti-presenze-in-ca.html

    Ricerca Google:

    https://www.google.it/search?q=susanna+angelino&hl=it&safe=off&prmd=imvnso&tbm=isch&tbo=u&source=univ&sa=X&ei=RQhiT7CSF8bE4gSV3dXwBw&ved=0CEEQsAQ&biw=1280&bih=911#q=susanna+angelino&hl=it&safe=off&sa=X&tbm=isch&prmd=imvnso&bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_cp.r_qf.,cf.osb&fp=1&biw=1366&bih=618

  25. brille Says:

    Non so se Lara Manni e la Lipperini sono la stessa persona, ma mi pare assai probabile che le recensioni di anobii di Lara Manni siano scritte dalla Lipperini.
    Esempi: quella di Altai che finisce con l’assai lipperiniano “Ma ne riparliamo”.
    Quella di “Kafka sulla spiaggia” definito: “Forse il libro più bello che abbia letto. Dieci gradi sopra. Sopra le definizioni.”, più o meno come se ne parla nel blog Lipperatura (“Kafka sulla spiaggia è uno dei libri più belli del 2008, e non solo”). E’ anche l’unico libro recensito sull’anobii della Lipperini.
    O ancora Scarlett Thomas.
    Insomma, per i curiosi:
    http://www.anobii.com/laramanni/comments

  26. Annalisa Says:

    Caspita. E’ stato come leggere un giallo-noir-investigativ-pettegolo. E io che ho preso Esbat solo perché l’ho visto a 90 centesimi su un banchetto di libri vecchi. Mi sa che ora mi tocca pure leggerlo.
    Non credevo che la letteratura ‘de noantri’ fosse cosa così importante. Ora lo so e vi ringrazio.

    (ma se GPSerino avesse anche detto che una è l’altra, perché sarebbe così terribile? Davvero, io questo non l’ho capito)

  27. Luan Says:

    @annalisa. serino l’accusa di predicare certe cose e di praticarne certe altre. a me non turba il fatto che la Lippa si voglia sdoppiare in due o più scrittrici (una per i saggi femministi, l’altra per inseguire le mode letterarie a base di mangate e giapponeserie varie), sempre ammesso che la notizia sia vera. quello che mi turba della Lippa è il sussiego censorio (o mi applaudite, e insieme a me applaudite anche gli scrittori a cui faccio da cassa di risonanza, o vi considero troll e vi banno).

  28. paolo f Says:

    Lucio: si è appurato che la foto mostrata nella supposta intervista a Lara Manni – da me linkata sopra – è di Susanna Angelino:

    http://cadelleombre.blogspot.com/2009/04/la-signora-dalla-maschera-doro-di.html

  29. Luan Says:

    cvd (come volevasi dimostrare)

  30. Iannozzi Giuseppe Says:

    Quella foto non dice niente. E’ tutti e nessuno. Troppo sgranata per poter aver un qualsiasi valore. Non è stata messo a caso così. Se guardi le bandelle dei liri di lara non c’è una sola foto che sia una. Ma non è questo l’elemento probante. Sono tanti altri, tra cui quelli che tu Paolo hai evidenziato.

  31. paolo f Says:

    Gli indizi, in effetti, sono pesanti: in campo giudiziario giustificherebbero un procedimento (quanto meno d’indagine).

  32. E. Says:

    Le insinuazioni di Serino sono diffamanti perché la Lipperini non si è mai spassionatamente recensita.
    “Se” Lipperini e Manni sono la stessa persona le cose inquietanti di questa doppia identità sono altre…

  33. Luan Says:

    @E. Lipperini non “recensisce” quasi nessuno nel vero senso della parola (non credo abbia il tempo di leggere a fondo alcunché). Lei “segnala” (magari promettendo: “ci ritorno”) certi libri anziché altri. E’ il suo modo di aumentarne la risonanza.

  34. Maria Pia Says:

    Certo che Lipperini non recensisce nessuno: è troppo impegnata nella sua doppia vita virtuale! :)))))

    Effettivamente, se è vero, Serino ha fatto una cosa disgustosa.

    @Giulio Mozzi, se fosse vero, la cosa disgustosa l’ha fatta Lipperini: perché non si è limitata a pubblicare con uno pseudonimo, non si è limitata a creare una pagina promozionale per il suo alter ego, ma ha creato un pesonaggio virtuale a tutto tondo, con un blog aggiornato regolarmente tutti i giorni, con tanto di libreria aNobiiana, account facebook, partecipazione attiva a discussioni su aNobii e Lipperatura (e sui blog amici)… in questo senso ha un po’ preso per il cu*o chi credeva di confrontarsi con una giovane scrittrice uscita dal mondo delle fanfiction.
    Il tipico comportamento arrogante di chi crede il web “cosa nostra” … e giudica gli altri col metro del suo comportamento, ritenendo tutti coloro che non le stanno a genio, troll, fake e compagnia bella, quando la prima a spalleggiare se stessa con un altra identità sarebbe stata proprio lei… boh

  35. Luan Says:

    Lipperini regina dei troll, secondo sua cugina:

    http://lapeperini.wordpress.com/2011/11/14/loredana-lipperini-regina-dei-troll/

  36. Iannozzi Giuseppe Says:

    Purtroppo, Maria Pia, non sono cose nuove queste, non in una certa schiera di… di non so bene come definirli… certo è che fosse vero, e sino ad ora nessuna smentita è venuta, allora saremmo di fronte a un caso di quelli tosti ma tosti davvero. Ma credo, da ingenuo, che il silenzio sia voluto: se una delle due parlasse, che accadrebbe? Wow, meglio dei simulacri dickiani. Tutto da ridere. 😉

  37. Paolo Says:

    D’altronde Fazi ama le identità misteriose…

    http://kelebeklerblog.com/2012/03/15/thomas-jay-alias-stefano-lorenzini-una-bufala-di-fazi-editore/

  38. Ma chi è ‘sta Lara Manni? | Fondazione Elia Spallanzani Says:

    […] si può stare tranquilli: adesso gira voce che Loredana Lipperini abbia uno pseudonimo, Laura Manni appunto, e che pubblichi da anni romanzi […]

  39. Luan Says:

    @paolo. molto interessante il link al caso tomas jay…

  40. anna albano (cose da libri blog) Says:

    paolo@: certo che tu ed emilio mazza non vi separate mai 😉

  41. paolo f Says:

    Emilio Mazza* mi è affine, lo confesso: è un uomo che cerca, indaga, s’interroga…;-)

    (* il protagonista di Omicidi particolari)

  42. Luan Says:

    L’importante è che non si interroghi fino allo sfinimento su bagatelle senza importanza:-)

  43. LORI E LARA: LA DOPPIA VITA DI MIA CUGINA LOREDANA LIPPERINI « Lapeperini's Blog Says:

    […] https://lucioangelini.wordpress.com/2012/03/15/loredana-lipperini-presa-a-serinate/ Like this:LikeBe the first to like this post. […]

  44. paolo f Says:

    Giusto, Lucio: soprattutto quando le risposte sono chiare!

  45. Giulio Mozzi Says:

    Iannozzi: il ricatto è “giornalismo investigativo”?

    Suvvia: invito a spendere un po’ di indignazione (ne vedo tanta, qui) a proposito di questo fatto che, se è vero, è proprio ignobile.

  46. Luan Says:

    @giulio. e perché? il compito di uno scooparo è di fare degli scoop… sempreché non siano vere le nuove ipotesi:

    https://lucioangelini.wordpress.com/2012/03/19/serino-promuove-fazi-che-promuove-manni/

  47. Ele Says:

    Se questo fatto fosse vero,probabilmente nell’ambiente molti sapevano che Lara Manni è uno pseudonimo.
    @Giulio Mozzi, “magari” ne eri a conoscenza anche tu. Non so di cosa dovrei indignarmi: dei casi personali di Serino, che non mi riguardano, se ne occupa la Magistratura. Io, da lettore dei blog di Lipperini, Manni e compagnia bella mi indigno a scoprire che probablmente sarei stata presa in giro e non ne capisco il motivo.

  48. Luan Says:

    @ele. il motivo è chiaro: montare casi letterari tentando di tenere separate 1) la propria immagine professionale) 2) la propria immagine di troll della rete.

  49. Elena Bibolotti Says:

    Sta di fatto che Lipperini ha sgonfiato la questione non dicendo nemmeno una parola e non scrivendo neanche un rigo. Io della Manni nemmeno sapevo chi fosse e la Lipperini la conosco perché ha forti tono polemici che in rete si sentono pur non volendo ma mi domando spesso il perché di tanta deferenza nei suoi riguardi. La questione delle pseudonimo non è importante, è importante esercitare il proprio potere per creare un vantaggio a se stessi anziché a giovani autori/autrici. vi risulta che abbia mai scoperto nuovi talenti? (non è una domanda retorica).

  50. Anonimo Says:

    No, non ha mai scoperto nuovi talenti.
    L’unico nuovo talento (?) che ha “scoperto”, e propagandato e assistito, a cui ha fatto da “tutor” (spallegiata dalla combriccola Wu Ming) è stato – guarda un po’ – quello di Lara Manni.

  51. anna maer Says:

    Non male come sdoppiamento di scrittura, un lavoro minuzioso e creativo, non un Pessoa con i suoi eteronimi, ma un doppio tutto italiano. Ma in fondo che male farebbe, un po’ di pubblicità, un doppio binario editoriale e via leggendo.
    Cosa dire del rampollo scrittore che inventava le interviste su Repubblica? Normale anche lui?
    Qui ci vorrebbe Borges

  52. Strampamolly Says:

    Non male come sdoppiamento di scrittura, un lavoro minuzioso e creativo.

    Non sono d’accordo: a confrontare lo stile di scrittura di lippa e del suo fake attraverso i post nei due blog non c’è nessuna differenza di stile, errori sintattici, ortografici e grammaticali compresi (a mio avviso chi sa scrivere in corretto italiano lo fa sempre!).
    Il lavoro minuzioso e creativo c’è stato sì, ma nella presa in iro di tutti coloro che in buona fede credevano Lara Manni una persona reale e non un fake (/posto che ciò sia vero)

    Facciamo un distinguo tra pubblicare qualsivoglia cosa sotto pseudonimo, volontà di tenere due attività lavorative separate e creare una identità virtuale che interagisce quotidianamente con i lettori e col suo alter ego reale, celando loro la sua vera natura virtuale… insomma, come direbbe proprio Lara: il disclaimer! Lipperini è così tanto dalla parte delle bambine ma qual è il target dei suoi libri urban-fantasy di derivazione manga?

  53. Giulio Mozzi Says:

    Ma: ciascuno ci ha la sua propria sensibilità.
    Per la mia, il ricatto sessuale è cosa assai grave.
    Ma esiste, oltre alla sensibilità di ciascuno, la legge.
    Ma per la legge italiana, il ricatto in genere è cosa grave, e il ricatto sessuale lo è ancor più.

    (Ele: no, non ero a conoscenza. Ho scoperta l’esistenza di Lara Manni da questo post di Lucio).

  54. Luan Says:

    (ANSA) – MILANO, 21 MAR – Scompare il reato di estorsione nell’ accordo che la difesa del critico letterario Gian Paolo Serino ha raggiunto con la procura: 5 mesi di reclusione con sospensione della pena per esercizio arbitrario delle proprie ragioni. A decidere sull’intesa in vista del patteggiamento sara’ ora il giudice Ilio Mannucci, che ha rinviato l’udienza al 20 aprile prossimo. Serino era stato arrestato il primo marzo scorso con l’ipotesi di estorsione per aver preteso da una ragazza, secondo l’accusa, 5 mila euro sotto la minaccia di rendere note alcune foto scattate in momenti di intimita’.

  55. Luan Says:

    P.S. Esercizio arbitrario delle proprie ragioni? Che ‘vvordì?

    Mah. Bah. Comunque restiamo in attesa delle prove sul caso Lippemanni, sempreché non risulti vera l’ipotesi di un accordo Serino/Fazi/Lippemanni per il rilancio della Trilogia in questione, vista la spregiudicatezza con cui l’editore Elido Fazi organizza le proprie campagne promozionali…

  56. paolo f Says:

    Non è un ricatto sessuale: il sesso pare ci fosse già stato (non facciamo disinformazione).
    E’ – a quanto sembra – un comportamento “criminoso” che viola l’articolo 393 del Codice Penale:

    «Articolo 393. Esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza alle persone.
    Chiunque, al fine indicato nell’articolo precedente, e potendo ricorrere al giudice, si fa arbitrariamente ragione da sè medesimo usando violenza o minaccia alle persone, è punito con la reclusione fino a un anno.
    Se il fatto è commesso anche con violenza sulle cose, alla pena della reclusione è aggiunta la multa fino a lire quattrocentomila.
    La pena è aumentata se la violenza o la minaccia alle persone è commessa con armi.»

    In altre parole, è la condanna di chi “cerca di farsi giustizia da sé”.

  57. Maria Pia Says:

    Ma: ciascuno ci ha la sua propria sensibilità.
    Per la mia, il ricatto sessuale è cosa assai grave.

    Mozzi, assolutamente, ma come è già stato scritto da Ele: dei casi personali di Serino, che non mi riguardano, se ne occupa la Magistratura
    che la Legge faccia il suo corso, il mio giudizio morale e la mia indignazione (per entrambi i protagonisti, Serino e la signora ricattata) li tengo per me…

    invece, questa presunta doppia identità di Lipperini mi interessa direttamente: Lara Manni ha scritto post moraleggianti su “come ci si comporta in rete” accusandomi di bullismo virtuale e facendo
    commenti sgradevoli sulla mia persona senza mai avermi visto in faccia o aver avuto a che fare con me utente se non in una discussione in cui le nostre tesi erano su opposte posizioni (naturalmente e “casualmente” la Manni difendeva Wu Ming 1.
    Chiaramente, venendo a conoscenza di questi giochetti di fake, trolls, della Lipperini mi indigno eccome, visto che la signora si è sempre presentata come tenutaria del bon ton e del giusto modo di stare in rete!

  58. Maria Pia Says:

    Non è un ricatto sessuale: il sesso pare ci fosse già stato (non facciamo disinformazione).

    Ecco…
    e già questa vicenda di Serino cambia prospettiva…

  59. Luan Says:

    Il sospetto che emerge è che, dopo la defezione di Vasco Rossi, Serino sia alla ricerca spasmodica di finanziatori per la propria creatura (“Satisfiction”)… vuoi mai che abbia avanzato proposte indecenti anche a Elido?:-)

  60. paolo f Says:

    Trovare finanziatori per una rivista che parla di libri, in un periodo (o inizio di un’epoca) in cui le vendite crollano del 20%, mi sembra un’impresa donchisciottesca:

    http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2012-03-24/editori-guai-italiani-comprano-081353.shtml

  61. Luan Says:

    Non sottovalutare il fascino erotico di serino*-°

  62. diait Says:

    se Lara Manni scrive post moraleggianti su come ci si comporta in rete, per poi comportarsi esattamente come i presunti troll che banna dopo averli diffamati e insultati, allora l’ipotesi lippemanni prende corpo.

    Leggo solo ora sulle cronache online di Serino, della (presunta) estorsione ai danni di una ventinovenne cui aveva promesso un posto di “commerciale” nella rivista in cambio di cinquemila euro (quota associativa…?). Scopro anche che scriveva canzoni per Vasco…! (Quali? Quelle dove l’inciso fa “… na-na-na-na…”?), che si è messo contro Vasco per una sua presunta campagna a favore delal droga (bufala), poi contro Lipemanni… Insomma, un disperato. Un poveraccio. Ora ha anche patteggiato la pena, ma la fedina è andata.
    Tecnicamente concordo con chi ha scritto che non si può parlare di ricatto sessuale. E sono abbastanza certa che la quasi trentenne che lo ha agganciato su FB e ha passato 5 giorni in casa di lui sapesse quello che faceva. Non ce la vedo nel ruolo di vittima di un ricatto sessuale.

    L’estorsione è un’altra storia. Se c’è stata, lo deciderà la magistratura o quel che l’è.

    Mamma mia che casi umani… (Vasco per primo).

  63. paolo f Says:

    Diait: alcune precisazioni tecniche.

    La fedina penale di Serino, dopo che avrà patteggiato la pena, non è affatto “andata”.
    Primo, perché generalmente, al primo infortunio giudiziario in cui si incappa, viene concesso il cosiddetto “beneficio della non menzione”: cioè, chiunque si faccia fare un certificato penale per vedere se la persona è incensurata o no, non vede scritto niente, quindi il soggetto risulta “pulito”.
    Secondo, perché l’istituto del “patteggiamento” prevede (salvo casi particolari, immagino) che dopo cinque anni “la pena si estingue“: cioè sparisce dal certificato penale (indipendentemente dal beneficio della non menzione citato prima), come se venisse tolta con un colpo di spugna.
    Resta, ovviamente, il fatto che quella pena patteggiata resta negli archivi dell’Autorità Giudiziaria (che non se ne dimentica), la quale ne terrà conto nel caso il soggetto venisse “beccato” un’altra volta.
    Concludendo: i danni “di fedina” conseguenti a un simile procedimento giudiziario sono quasi nulli.
    (a meno che qualcuno non ti costruisca contro un dossier, andando a cercare tutti gli scheletri: ma quello è un altro paio di maniche.)

  64. diait Says:

    ah, non conoscevo le specifiche del patteggiamento. Immagino che sia così qui da noi, perché il reato per cui Polanski patteggiò la pena molti anni fa negli Stati Uniti, non si era mai estinto…

  65. paolo f Says:

    p.s.
    per fare un esempio: diversi anni fa, perfino Pippo Baudo e Rosanna Lambertucci (se ricordo male, però, sono pronto a rettificare) dovettero patteggiare una pena per certi reati dovuti alle “sponsorizzazioni in nero” durante le telepromozioni nei programmi che conducevano.
    Ne parlarono i telegiornali, come potete immaginare: ma pochi oggi considerano Baudo un pregiudicato, mi sembra.
    Per Serino, che nei telegiornali non ci va, figuriamoci chi mai se ne può ricordare: Giulio Mozzi e pochi altri.

  66. Tramisti: il persecutore (il dubbio di un lettore). « giramenti Says:

    […] Vi fosse sfuggita la questione della signora Lipperini e della signorina Manni, potete leggere questo articolo di Lucio […]

  67. Anonimo Says:

    Sono quasi sicura che Lara Manni altro non è che Migri Lude …. che non sò chi cacchio sia però è bona fisicamente e penso pure un pò…

  68. Lucio Angelini Says:

    @anonimo. il blog di elia spallanzani ha ormai chiuso la questione. lori e lara sono la stessa persona

    http://eliaspallanzanivive.wordpress.com/2012/06/08/sotto-gli-occhi/

  69. sasso Says:

    Che ne pensi di questo link?
    Qui Lipperini cita Manni, dicendo
    Gente è uscito un bel libro! Ottimo, il libro è di tale Lara Manni.
    Finalmente anche in Italia ecc ecc.
    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/tag/lara-manni/

    Tutto ok?
    Sì, se Lipperini non è Manni, perché se lo fosse sarebbe alquanto di cattivo gusto.
    In pratica una famosa giornalista di Repubblica recensisce se stessa…
    Non aggiungo altro

  70. Luan Says:

    Copio-incollo:

    “martedì, 9 giugno 2009
    LIBRI DI E SULLE (DONNE)

    Dopo aver tirato un piccolo respiro di sollievo (al paesello marchigiano la giunta di sinistra è passata per cinque voti), la vostra eccetera torna alle segnalazioni libresche.”

    Di Giorgio Falco mi occuperò diffusamente domani: L’ubicazione del bene è un libro molto bello. Offre però diversi spunti su cui riflettere (sì, uno riguarda anche la questione di genere: ma dal momento che non voglio passare per fissata, vorrei rifletterci a lungo).

    Torno, invece, su un romanzo cui era già stato fatto cenno, qui e su Carmilla, nei mesi scorsi: si tratta di Esbat di Lara Manni, appena uscito per Feltrinelli. Romanzo che ha la già sottolineata particolarità di provenire dal mondo delle fan fiction: del resto, il passaggio dal fandom alla carta stampata comincia a divenire frequente in altri paesi.

    L’altra particolarità di Esbat, però, è che si tratta di un horror al femminile, scritto da una donna e con donne protagoniste: caratteristica piuttosto rara, soprattutto in Italia.”

    E nel blog di Lori-Lara cui si rimanda:

    “1. Cos’è Esbat
    Cos’è

    Esbat nasce come una fan fiction, ovvero come storia di fan liberamente ispirata, nel caso, a un manga (un fumetto giapponese), e poi sviluppata in modo autonomo.

    Il primo capitolo di Esbat viene pubblicato su alcuni siti di fan fiction italiani, il 20 giugno 2007, l’ultimo – il ventesimo – l’8 ottobre dello stesso anno. La pubblicazione è avvenuta a puntate come gli antichi feuilletton: un capitolo a settimana.

    La storia, in breve.

    Ha cinquant’anni, disegna manga, non ha altro nome che quello di Sensei, maestra, con cui i fan di tutto il mondo la onorano. Inventa storie piene di buoni sentimenti ambientate in mondi fantastici. Ma una notte, proprio mentre sta per mettere la parola fine al suo manga più celebre, qualcuno entra dalla sua finestra. Qualcuno che viene da un altro luogo. Qualcuno che viene dalla stessa storia che lei racconta, e che in realtà esiste davvero. Qualcuno che rivendica un finale diverso. Qualcuno che grazie al rito dell’Esbat può attraversare i mondi.
    Una donna, un Demone, un duello che cambierà profondamente entrambi. Attorno a loro, non soltanto creature fantastiche, ma il mondo dei fan e degli adolescenti, con le loro passioni, le loro paure, le loro manie. Un horror ambientato fra Italia e Giappone: ma anche la storia del mutamento femminile, e del doppio passaggio che porta dall’adolescenza all’età adulta. E dall’età adulta alla morte.

    Esbat esce per Feltrinelli il 4 giugno 2009

    Esbat è la prima parte di una trilogia: il secondo episodio della storia, Sopdet, è stato pubblicato in rete fra gennaio e settembre 2008. Il terzo, Tanit, fra gennaio e maggio 2009.

    Luoghi della rete

    Tre i principali: la pagina sul sito di Feltrinelli, una pagina su Facebook e una scheda su aNobii. Su aNobii esiste anche un topic nel gruppo Fantasytalia.
    Qui, lo speciale de La Feltrinelli.it.
    Qui, la pagina di Ibs.

    Curiosità.

    La “colonna sonora” di Esbat, ovvero la musica citata nel libro, è elencata in questo post, insieme a quella del secondo libro, Sopdet. Qui, invece, quella del terzo, Tanit.

    Qui, qualche spiegazione sulla scelta dei nomi.

    Il saggio e l’antologia

    Alla fine della pubblicazione di Esbat in rete, Angelo Scotto ha scritto un piccolo saggio, Esbat e il New Italian Epic, con riferimento alla teoria letteraria dei Wu Ming.

    Di Esbat ha parlato anche Giovanna Cosenza nell’antologia «Narrazioni in rete», in R. Fedi e M. Francini, I sentieri delle parole. Verso la letteratura, Zanichelli, Bologna, 2009, pp. 310-317. Qui il file.”

    con le giubilazioni di WM4 nei commenti:

    “Wu Ming 4 Dice:

    luglio 24, 2010 alle 11:01 am | Replica
    Non so se devo postarlo qui. Boh, ci provo. E’ scritto a caldo, anzi caldissimo (ma col ventilatore).

    La prima cosa che mi è venuta in mente quando ho finito di leggere Esbat è che si tratta di una profonda riflessione narrativa sulla narrazione stessa.
    Poi mi è venuto in mente Arthur Conan Doyle e il primo caso conosciuto in cui un personaggio letterario ha messo in discussione l’autorità del proprio autore.
    Sherlock Holmes iniziò abbastanza presto a vivere di vita propria. Come si sa, il 221B di Baker Street non esisteva alla fine del XIX secolo. Ciononostante parecchia gente iniziò a scrivere a quell’indirizzo lettere che chiedevano l’ingaggio del celebre investigatore privato per risolvere casi reali. Oggi il numero civico esiste davvero, dal momento che ci hanno costruito una casa museo piuttosto trash, e la fermata della metropolitana di Baker Street è piastrellata con il profilo inconfondibile di Holmes.
    Anche Conan Doyle, come la Sensei di Esbat, a un certo punto decise di fare finire in gloria il proprio personaggio, ovvero di farlo precipitare giù da una cascata nell’abbraccio mortale con il suo acerrimo nemico, il professor James Moriarty. Anche lui non immaginava che ne sarebbe seguita una rivolta dei fan. Il giornale su cui venivano pubblicate le avventure di Holmes, lo “Strand Magazine”, venne sommerso di lettere di protesta. Tanto scrissero e tanto fecero che Conan Doyle fu costretto a far resuscitare il proprio eroe e a motivarne l’assenza triennale con un espediente improbabile. Conan Doyle immaginò che Holmes, salvatosi dall’affogamento, avesse intrapreso un viaggio verso Oriente (fino in Tibet!) e fosse poi tornato in Inghilterra per condurre vita ritirata. Quando poi, ormai in là con gli anni, scrisse le ultime avventure di Holmes (questa volta davvero), decise di collocarlo in un buen retiro nel sud dell’Inghilterra, ad allevare api.
    Ecco, il primo tema che Esbat affronta e sviscera (letteralmente, in certi casi…) è la relazione tra autore e personaggio. Un personaggio seriale può diventare un’ossessione per il proprio autore, una specie di condanna, senz’altro il fulcro di una relazione di amore e odio. Solo che spesso non si tratta di una relazione a due, bensì multipla, perché coinvolge anche i fan.
    Il secondo tema del romanzo infatti è senz’altro il fandom. Al centro di questo rapporto complesso c’è la passione, che a volte può trasformarsi in ossessione insana, altre volte può servire a fare delle cose utili per la propria vita. Ci sono due personaggi speculari nel romanzo: il webmaster Sasaki, autorecluso nel mondo virtuale della rete, e l’adolescente in crisi d’identità Ivy. Uno soccombe alla propria ossessione, compiendo la vendetta contro il tradimento della comunità da parte dell’autrice e realizzando così il contrappasso dovuto; l’altra reagisce alla cattiveria del mondo circostante proprio attraverso la messa in discussione dell’autorità autoriale e rivendicandone una parte per sé, cioè proseguendo la storia con altri mezzi. Dio (anzi la Dea) salvi la fan fiction che salva gli autori da se stessi.
    Divagazione. Ieri sera ho visto la puntata di CSI in cui la scientifica di Las Vegas indagava sul fandom di Star Trek (trasformato in “Astro Quest” per ovvie ragioni di copyright). Il caso verteva sull’omicidio di un giovane regista indipendente che aveva provato a resuscitare la serie aggiornandola alla sensibilità contemporanea. I fan si ribellavano all’inserimento nella serie di scene ultra-violente ed eroi piagnucolosi. Indagando sul caso, due poliziotti della squadra, entrambi fan di Astro Quest, proprio grazie al medium della passione comune riuscivano a portare alla luce l’attrazione reciproca rimasta latente per anni. Fine della divagazione (che però avrà una ripresa alla fine).
    Il rapporto tra vita reale e fiction ricalca quello tra storia umana e mito (racconto), antico quanto il mondo. Esbat ce lo racconta agganciando il tema al dipanarsi serrato della trama. Ed è qui che entra in campo la Dea, evocata a più riprese, ma mai presente, ancorché incarnata dai personaggi femminili che dominano il racconto. Al centro della trama c’è la lotta/accoppiamento del demone maschile Hyoutsuki, bello e terribile come Apollo, con la Signora della Storia, l’Autrice, la Sensei, che finirà per assumere il terzo volto della Dea, quello mortifero e sanguinario.
    Da “gravesiano” non posso non apprezzare la scelta di mettere in scena non già l’idealizzata Gilania (pure evocata da alcuni personaggi), ma la crudezza inesorabile del divino femminile, portatore di vita e di morte, cioè custode della ciclicità e del divenire, che poco o nulla ha a che fare con il mito di un fantomatico egualitarismo femmineo delle origini. La forza di Esbat è quella di far incontrare questo femminile arcaico con le dinamiche contemporanee che coinvolgono le donne di ogni età: in menopausa e non, nostalgiche dell’amplesso o spaventate dal primo rapporto sessuale, senza sangue lunare e imenaico o alle prese con lo stesso (l’intera narrazione, infatti, è scandita dai cicli lunari/mestruali). La Dea quindi c’è ma non si vede, perché agisce attraverso i personaggi stessi. Belli, tra l’altro, nient’affatto scontati (eccetto forse uno, non irrealistico ma senz’altro un po’ stereotipato: la madre di Ivy, “puttanesca” e in guerra contro il tempo).
    Proprio il sangue – l’elemento chiave di Esbat, insieme alla luce della Luna che continua a rifrangersi sui capelli candidi del demone – mi riporta all’episodio di C.S.I. visto ieri sera. Alla fine si scopre che le cause dell’omicidio non andavano cercate nella delusione e nella sete di vendetta dei fan di Astro Quest, ma nell’avidità, cioè nelle dinamiche di profitto (e di copyright) capitalistiche. Qualcosa su cui meditare, credo. Così come dà da pensare il dialogo tra i due agenti della scientifica a proposito del “genere”. A un certo punto uno dei due sostiene che “Francis il mulo parlante” è una serie di fantascienza, perché si svolge in un piano temporale parallelo in cui gli equini hanno sviluppato una laringe e un cervello in grado di farli ragionare e parlare. Il collega ribatte che al massimo si potrebbe definire un serial “fantastico”. Non necessariamente, replica l’altro: Asimov aveva ipotizzato un futuro in cui altre specie animali avrebbero potuto sviluppare le stesse abilità umane in forme diverse. Quindi “Francis” può rientrare nel genere ucronico-fantascientifico.
    Ecco, forse Esbat potrebbe essere definito un romanzo fantastico, cioè un romanzo di attraversamento tra due mondi, due piani di realtà. Ma è poi così importante scegliere come etichettarlo? Ed è poi così “irrealistico” che l’altro mondo, quello delle narrazioni, viva un tempo proprio, parallelo e saltuariamente intersecato al nostro? Andatelo a dire alla buon’anima di Sir Arthur Conan Doyle (che – per inciso – trascorse gli ultimi anni della propria vita occupandosi di spiritismo, cioè di comunicazioni intra-mondi…). Dov’è stato Holmes in quei tre anni durante i quali il suo autore lo ha perso di vista? Cos’ha fatto il celebre detective dopo che il suo autore lo ha pensionato?
    Per saperlo basta rivolgersi alla fan fiction e leggere due romanzi: il geniale “Il Mandala di Sherlock Holmes” di Jamyang Norbu (Instar Libri, 2002) e il meno bello, ma altrettanto interessante per la collisione creativa tra il misogino Holmes e una protagonista femminile, “L’allieva e l’apicultore” di Laurie K. King (Neri Pozza, 2006).
    Be’, tutto questo divagare per dire: complimenti Lara.”

    Segue il gridolino di gioia di Lori Lara:

    “Lara Manni Dice:

    luglio 24, 2010 alle 11:05 am | Replica
    Sono senza parole, Wu Ming 4. E’ come se dallo specchio venisse fuori il cuore di quel che volevo dire. Grazie. Un milione di grazie. Mi permetto di farne un post autonomo.”

  71. paolo f Says:

    Altri tempi, ormai: sembra passato (almeno) un decennio.
    Tutto dissolto come fumo.

  72. pirulix Says:

    Tutto dissolto come fumo.

    Sì Paolo: … molto di ciò che era si è perduto perché ora non vive nessuno che lo ricorda, tanto per citare obliquamente (dal film) il grande J. R. R.
    Ma noi siamo ancora qui…

  73. pirulix Says:

    E leggete che cosa scriveva Loredana Lipperini medesima in tempi non sospetti (mercoledì, 30 novembre 2005 alle 12:09 pm) su Lipperatura, dialogando nientepopòdimeno con GIUSEPPE IANNOZZI?

    Perchè in altri paesi le “fan fiction” fanno parte dell’attività scolastica e da noi sono considerate un hobby?

    notate come questa affermazione di Lipperini faccia pendant con *l’incredibile casualità* che ha voluto proprio Esbat essere il romanzo di derivazione fanfictionara citato nella scheda antologica «Narrazioni in rete», in R. Fedi e M. Francini, I sentieri delle parole. Verso la letteratura, Zanichelli, Bologna, 2009
    Ovviamente, ennesima casualissima coincidenza…

  74. pirulix Says:

    questo il link:
    http://loredanalipperini.blog.kataweb.it/lipperatura/2005/11/30/contro-tobia-corcoran/
    (8° commento)

  75. Luan Says:

    Oh mamma, c’ero anch’io e la lippa non mi censurava ancora… infatti s’è ammalata dopo (di censurite fulminante).

  76. Zero Says:

    Ho mandato una mail le ho chiesto di fare una dichiarazione: zero dichiarazioni
    Ho inviato un commento chiedendo lumi:
    zero risposte.
    I commenti su questo argomento sono censurati (anche io ho avuto la tua stessa sensazione). Io credo possa accadere a tutti di sbagliare, ma la cosa antipatica è che si è arroccata su luminose e splendide posizioni di tutela delle ingiustizie e della mancanza di trasparenza nell’editoria.
    Se vuole essere minimamente credibile deve rispondere.
    Ricordate le dieci domande di Repubblica a Berlusconi? Io ho ammirato l’insistenza di Repubblica.
    Ora io chiedo la stessa trasparenza.

    1 Lipperini sei tu Lara Manni?
    2 Lipperini la Redazione di Repubblica/Il Mio Libro era informata?
    3 Quando dichiaravi di voler recensire questa giovane autrice il tuo editore era a conoscenza?
    4 Quando hai presentato questa Lara Manni come modello di giovane autrice che ce la fa da sola
    senza spinte e santi in paradiso a cosa ti riferivi?
    5 Hai intenzione di chiedere scusa ai tuoi lettori?

    — questa è un’idea, potremmo arrivare a 10 domande e farle girare – oppure potete modificarle.

  77. pirulix Says:

    Marina Lenti, di FantasyMagazine, in un recente articolo scrive che la redazione del magazine ha chiesto delucidazioni alle due case editrici che hanno pubblicato Lara Manni e questo è quel che scrive:
    Orbene l’ufficio stampa Fazi ci ha risposto quanto segue:

    “La casa editrice ha lavorato con Lara Manni sempre per il tramite del suo agente Roberto Santachiara. Il contratto per la pubblicazione di Sopdet e Tanit, per ragioni legate al desiderio di riservatezza dell’autrice, è infatti firmato con la sua Agenzia. Per quanto riguarda il nostro lavoro di ufficio stampa, coerentemente con la sua scelta di riservatezza, abbiamo contattato Lara Manni sempre e solo via email”.

    L’ufficio stampa di Feltrinelli ci ha invece comunicato che alle nostre domande avrebbe risposto direttamente l’agente di Lara Manni, Roberto Santachiara. Tuttavia, per un disguido dello stesso ufficio stampa, la mail è giunta all’agente con ritardo e dunque, a tutt’oggi, nessuna dichiarazione ci è arrivata, dal suddetto, in tempo per essere riportata in questo articolo. Restiamo comunque a disposizione di Santachiara qualora volesse farcene pervenire una nei prossimi giorni. In tal caso provvederemo a pubblicare una seconda notizia, linkandola al presente articolo in modo da completarlo. http://www.fantasymagazine.it/notizie/17111/lara-manni-e-o-non-e-loredana-lipperini/

  78. pirulix Says:

    cioè, in pratica, le due case editrici se ne sono lavate le man(n)i…

  79. Secchio Says:

    Vi coinvolgo perché pubblicate ogni riflessione senza censure e spesso qui ho potuto esprimere il mio pensiero.
    Ho postato un commento qui
    http://lazitellafelice.wordpress.com/2012/03/16/lipperalara/#comments
    Dicendo che secondo me era cattivo gusto recensire se stessi.
    Mi hanno risposto che nella storia della letteratura pubblicare con pseudonimo è normalissimo.
    Ho provato a precisare che non c’era niente di male se Lipperini è Lara Manni, ma che la questione riguardava l’etica del non dover recensire se stessi.
    Spiegavo insomma che da giornalista non puoi tessere le lodi del tuo scritto e pompare su un libro precisando infine che tutti possono sbagliare, ma se ti poni come modello della trasparenza editoriale devi essere trasparente.
    Che accaduto? Commento scomparso, tagliato…
    Dico qui quello che avrei voluto dire lì:
    forse non piace un’opinione diversa, ma essa arricchisce il dibattito. Lo costruisce sedimentando critiche e riflessioni. Dunque: cancella pure i commenti che non ti piacciono, è casa tua ma è una casa buia quella che non accende le luci della critica.

  80. Secchio Says:

    Ho notato che su quel blog usa spesso la parola zebedei e ho associato su Google la parola zebedei a Lippe
    Gente, qualcosa si è accesa, una lampadina.
    http://lazitellafelice.wordpress.com chi sei?
    Non ditemi che…
    :-O

  81. Secchio Says:

    In questo link
    http://lazitellafelice.wordpress.com/tag/loredana-lipperini/
    La zitella felice
    dice che non conosce Lara Manni e non conosce la signora lipperini (dice proprio così)
    Poi dice che è tutta una polemica
    che non è vero che lipperini è manni

    ma io ho una sensazione, dai ditemi?!!
    Che ne pensate?
    Io temo che La Zitella – Lipperini e Manni
    siano la stessa persona
    http://lazitellafelice.wordpress.com/tag/loredana-lipperini/
    è troppo forte questa cosa

  82. paolo f Says:

    Di sicuro questa “Zitella felice” – della cui identità nulla si sa – sta dalla parte “giusta”:

    http://lazitellafelice.wordpress.com/2012/02/29/femminile-e-femminista/

  83. Secchio Says:

    Ho notato che gli articoli ruotano (a giro di pochi giorni) dal Blog di Lipperini a questo Blog (l’articolo sulla Legge 194).

    Tra i libri consigliati quale segnala?
    tanto per non perdere l’abitudine
    http://lazitellafelice.wordpress.com/libri-consigliati/
    Tanit di Lara Manni!

    Tra i siti interessanti quale segnala?
    Il Blog di lipperini!

    Dice che è grande, poi si corregge e dice che in fondo ha solo una trentina di anni

    Ragazzi io ho la sensazione che qui ci sia qualcosa su cui scavare.

    Io sono così: se mi ostacoli, se fai di tutto per svicolare io mi intestardisco: cosa voglio? Capire bene quello che mi circonda…
    Certamente sarebbe incredibile scoprire che anche qui stampiglia recensioni e link autoreferenziali! Ma questa è una sensazione dunque prendetela con cautela…

  84. pirulix Says:

    Heyheyhey frena col quinto senso e mezzo, Specchio!
    Non credo ci sia niente da scavare in questo… senso: ora non vedremo mica Lipperini in ogni blog che la cita, suvvìa!

    Allora debbo sempre più convenire con Eco?
    … ora con Internet si sta diffondendo una sorta di abitudine alla comunicazione sotto mentite spoglie, e gli utenti si abitueranno pian piano a non fidarsi mai. Se è vero che pullulano sui vari Twitter e Facebook i politici, di cui diffidiamo per abitudine, con l’andar del tempo anche i solitari assolutamente bisognosi di un contatto umano, sia pure virtuale, inizieranno a rendersi conto di vivere in un universo del sospetto generalizzato, dove dovresti dubitare di tutti, come un abitante di Clerville che a ogni istante immagina che sotto la maschera di plastica di una ricca ereditiera, di un famoso chirurgo, di un ecclesiastico o di un commerciante in diamanti, si celino Diabolik ed Eva Kant.

  85. pirulix Says:

    Oooops, Secchio, non Specchio… m’è scappata una consonante di troppo 🙂

  86. Luan Says:

    @secchio. se visiti il blog della cugina maliziosa della Lippa

    http://lapeperini.wordpress.com/

    forse ci trovi riflessioni vicine alle tue:-)

  87. Secchio Says:

    La cosa che mi lascia riflettere è questo commento

    Cito
    “Dopodiché, io non ho mai visto Lara Manni in faccia (o forse sì, in rete c’è una fotografia ma non c’è conferma che sia effettivamente sua) e non ho mai sentito la sua voce, tuttavia non faccio fatica a pensare che lei, semplicemente, sia una ragazza riservatissima. Non è che tutti quelli che scrivono devono voler apparire per forza sotto i riflettori.”

    In pratica La Zitella Felice
    afferma di aver visto una foto di Lara sul Web
    – Stiamo parlando di un articolo di marzo e dunque era plausibile associare lara manni ad una autrice reale
    Il tempo passa, si comprende sempre più che Lipperini/Manni sono la stessa persona

    E’ come se quel blog facesse parte di una partitura che suona melodie in base a un’armonia ben studiata.

    Lascio cadere la cosa. Non mi interessa sapere se Zitella Felice Manni Lipeprini sono la stessa persona.
    Mi disorienta però sapere che le informazioni spesso sono architettare secondo un copione da recitare.
    Esiste una verità?

  88. BOCL N. 46 (LOREDANA LIPPERINI: LA NOTTE DELLA BLOGGER) « BEST OF CAZZEGGI LETTERARI Says:

    […] Luan Dice: 30 giugno 2012 alle 05:33 […]

  89. ApeMaia Says:

    E’ stato più forte di me
    Ho letto qua e là
    ho fatto qualche controllo incrociato.
    Qualcuno suggeriva di verificare i due blog
    Lipperini
    Zitella felice

    Ho notato che numerose sono le “occorrenze” incrociate.
    Che so la parola “nonsisabenecosa” scritto proprio così
    tutto attaccato la ritroviamo in entrambi i blog e così per decine di altre associazioni. L’impianto culturale è simile.
    Io direi che Lipperini (Blog) e Zitella felice (blog)
    hanno una visione del mondo molto simile. Paritetica.
    Appartengono allo stesso ambito culturale.
    Non voglio dire che sono la stessa persona (nessuno lo può affermare).
    Certamente come asserzioni, prese di coscienza (tra le altre cose condivisibili) sono molto simili. Simile il linguaggio. Simile la dimensione culturale.
    Qua mi fermo pero convengo con quanti hanno detto delle grandi somiglianze tra i due blog.

    ApeMaia

  90. the art of trolling Says:

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