GRANDE È LA CONFUSIONE SOTTO IL CIELO

  

Il mondo editoriale pullula di fake. Dopo il caso Lippemanni (Gian Paolo Serino dice che “ogni cosa ha il suo tempo” e che presto il mistero verrà chiarito: “Arriviamo Lucio, arriviamo, non ti preoccupare!”), leggo stamattina in Facebook nella pagina di Giulio Mozzi:

“ha fatto l’ennesima figuraccia. Non si è ricordato che il tipo la cui email è nientaltrochequesto@ecc. e l’account Skype è drstranamorte, altri non è che Mario Rossi, autore d’un romanzo con lo pseudonimo di Sergio Santi, presente in Facebook come Luno Olaltro.”

Come diceva Mao Tze Tung:

“Grande è la confusione sotto il cielo. Evviva Sigismondo Barillacqua della Verdesca!”

— 

(Immagine da http://imageshack.us/photo/my-images/276/mao0zy.png/ )

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22 Risposte to “GRANDE È LA CONFUSIONE SOTTO IL CIELO”

  1. fabio painnet blade Says:

    @luan : ‘ …Tra tutti ‘sti fake – peraltro di quasi nessun conto editoriale – conviene lasciar stare. Che cuociano nei loro brodi.’

    Sì vabbè, dopo tante chiacchiere però sarebbe opportuno trarre anche qualche buon insegnamento dalla cosa. Io la vedo così:
    Dal momento che la rete si presta assai bene allo scopo del cammuffo dell’identità e al mascheramento, viene da pensare che la promozione di talenti/successi editoriali, possa tranquillamente essere costruita a tavolino e che perciò il sistema si muova in perfetta sinergia a precise strategie di marketing e agli interessi dei detentori dei maggiori pacchetti azionari ed economici del settore. Questo semplice fatto dovrebbe porre nuove considerazioni sulle potenzialità del sistema telematico.

    Ricordo una vecchia pubblicità, assai seducente, in cui si ipotizzava dove sarebbe potuto arrivare Ghandi ‘se avesse avuto a disposizione le possibilità della rete’. Alla luce di quanto detto la risposta appare ironica e scontata. Le sue ‘predicozze’ sarebbero state abilmente insabbiate dalla valanga di contraffazioni della contropropaganda britannica che, con i mezzi tecnici presumibilmente superiori a quelli del mahatma, avrebbe dettato legge sulla rete, così come altrove.

  2. Luan Says:

    Un momento. Al di là delle intenzioni, restano le “buone opere”. Godiamoci quelle e dimentichiamoci nomi e contronomi. Mi picco di avere un certo fiuto, ormai, dopo anni e anni di letture. Vedo subito chi può piacermi e chi no.

  3. eliaspallanzani Says:

    dov’è che lo dice, Serino?

  4. Luan Says:

    Nella pagina FB di Paolo Melissi, della redazione di Satisfiction.

  5. diait Says:

    il webbe italiano è una specie di grande “Amici miei” a quanto pare. La commedia dell’arte ce l’abbiamo nel dna. Non siamo portati per il rigore, la disciplina e la serietà in generale, e tutto sommato va bene così. Non faremo mai troppo bene (dillettantismo, cialtroneria, scherzi stupidi, narcisismo, consorterie), ma neanche troppo male (violenza, prevaricazione, indottrinamento, totalitarismi, genocidi richiedono applicazione disciplinata e costante). Viva l’Italia!

  6. Iannozzi Giuseppe Says:

    Lucio, pecchi di ingenuità o lo fai per divertimento: in ogni caso fai il LORO GIOCO.

    Non hai scoperto niente che non si sapesse già.

    Vuoi una lista di quanti scrivono sotto falso nome?
    Una bella lunga lista?

    Non val la pena, è fargli pubblicieta’, e se c’è una cosa che non intendo fare è fare della pubblicita’ a quelli della cricca.

  7. Luan Says:

    @ianox. non sono così megalomane da pensare che il solo nominare certi personaggi in questo blog comporti alcuna variazione nelle vendite delle loro operine.

  8. Iannozzi Giuseppe Says:

    Non è questo, Lucio. Il problema è il feedback: prendi ad esempio che io legga qui il tuo blog. Un lettore. Un singolo lettore. Poniamo il caso che sia così. Ma poi fuori ne parlo con gli amci, o i nemici, anche solo per vomitare quattro chiacchiere. Oppure, vado su un forum o che altro, e apro il becco, senza bisogno di linkare, perché in effetti sto parlando a ruota libera, tipo: “Ma sai che ho sentito dire che Nessuno e’ in reata’ Doppio Nessuno e che la Croft in reata’ sarebbe la Pulzella, e c’è pero’ chi dice che Keats in realta’ sia in combutta con Jagger Lingua Longa…”. Ecco cosa intendo. I nessuno hanno capito da tempo questa lezione, e difatti evitano di citare apertamente, fanno gossip volgare da salottino: e sono arrivati di levare dai loro salottini quei materiali che un tempo chiesero a noi altri per pubblicarli, quasi ci facessero un favore.

    Lucio, ogni tanto pecchi di ingenuita’, te lo dico in amicizia. Ciao.

  9. Luan Says:

    @Iannox. Le sboronate in pubblico di certi autori che magari mi erano inizialmente simpatici in me hanno avuto un solo effetto: farmi stare alla larga dalle loro opere.

  10. paolo f Says:

    Per me è molto centrata la considerazione di Aldo Busi che hai riportato il 19 marzo: diceva “il gradino più basso nella scala degli esseri umani”, se ricordo bene.

  11. Iannozzi Giuseppe Says:

    Su questo ti do ragione: anche io non me li filo neanche alla lontana, giusto un’occhiata alla quarta di copertina e alle bandelle, per ridere, perché ridere non è mai peccato.

    Pero’ non ho intenzione di regalar loro piu’ nessuna visibilita’, per minima che sia. All’inizio era simpatici, adesso se la tirano in una maniera… in una maniera tutta stalinista applicando censura stalinista e diffamazioni varie, credendo di esssere invisibili. Mi hanno annoiato.

    Ti dico di più, appena trovo un momento di tempo oscuro tutti i post che riguardano la cricca: e sai perche’? Perche’ la cricca continua a mangiarci da questi post, dai miei, dai tuoi, etc. etc. Non ti danno neanche il link, pero’ le palate di merda te le buttano tutte addosso. Basta. Così si toglie solo visibilita’ al mio lavoro che è di ben altro calibro e non dedicato alla cricca.

    Cali dunque il silenzio più assoluto, quello dell’oltretomba su di loro, per quanto mi riguarda.

  12. paolo f Says:

    Se fossimo in ambito fiscale, sarebbe come un “condono tombale”: di quelli che si facevano una volta, ai bei tempi.

  13. eliaspallanzani Says:

    ma busi conosce genna?

  14. pirulix Says:

    Grande è la confusione, in queste discussioni degli ultimi giorni, sul sifnificato di pseudonimo e fake: il primo assimilabile al nickname, il secondo dall’ accezione più “truffaldina”. Il fake, recita wikipedia, è una persona che falsifica la propria identità in modo significativo…

  15. eliaspallanzani Says:

    Giusto, per quanto anche uno pseudonimo possa avere un impiego truffaldino.

    Ah Iannozzi, guarda: http://lecopertine.tumblr.com/post/19782419740/brutte-persone-hanno-fatto-questoscenita

  16. Iannozzi Giuseppe Says:

    Uhm, bella, ma non è mia. ^__^ Poi la Niupeppica è roba da archeologi oggidì. 😉

  17. Iannozzi Giuseppe Says:

    Si fanno pubblicità, in tutti i modi, per questo sto oscurando tutti i post che riguardono la cricca, eccetto quelli di mera critica, quindi le stroncature.

  18. paolo f Says:

    Ho una curiosità.
    Qualcuno si è chiesto perché l’editore Feltrinelli, dopo aver pubblicato il primo libro firmato Lara Manni, ha poi deciso di non proseguire?

  19. eliaspallanzani Says:

    Si, ma non abbiamo trovato una spiegazione. L’unica cosa che ci viene in mente è che anche la Lippa stava per pubblicare con feltrinelli (il paese delle vecchie) e forse avranno pensato che boh, se li sgamavano era troppo una figurella… ma forse non c’entra niente, magari è solo che il primo libro non ha venduto abbastanza e sono passati a un editore un po’ più piccolo.

  20. Luan Says:

    A una mia amica, che pur esordì con Feltrinelli, rifiutarono la seconda pubblicazione perché la prima aveva venduto meno di cinquemila copie (spartiacque al di sotto del quale pare che una casa editrice non rientri delle spese).

  21. paolo f Says:

    Sì, probabilmente è così. I più maligni, però, ventilano l’ipotesi che l’editore Feltrinelli abbia preferito defilarsi da un’operazione “poco trasparente” che, se scoperta, può danneggiare la reputazione; così abbia passato la mano a chi è più avvezzo a simili avventure.

  22. Luan Says:

    vedi post di oggi e retromarcia della Fazi su Thomas Jay, finta vittima dell’ingiustizia per carpire da un lato la buona fede del lettore, dall’altro i suoi soldi

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