UN FILM VERAMENTE DA CULO

Il film più cretino, irritante, becero, improbabile, detestabile, antifemminista (benché sia stato girato da una donna) del momento è senz’altro

Il mio migliore incubo

(che nell’originale francese – a dire il vero – si intitola “Mon pire cauchemar“).

Mi è capitata la disgrazia di vederlo ieri pomeriggio, trascinato da un amico, e sono uscito dal cinema con un diavolo per capello. Una tale bruttura inflitta a me? A me?? A me??? Stento ancora a crederci. Pensare che avevo persino consultato mymovies.it dove il film è definito  “commedia sagace e divertente“. 

Deficiente di un recensore, vaffanculo!

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14 Risposte to “UN FILM VERAMENTE DA CULO”

  1. Anonimo Says:

    A te cosa? Capita a tutti di vedere film brutti. Io ho visto il silenzio dei prosciutti e io sono leggenda. Fare di peggio è improbabile, ma ho superato la cosa lo stesso…

  2. Luan Says:

    Prova a immaginare il senso di “disdoro” e di “umiliazione” da me provati nel contemplare un’opera così idiota per giunta a pagamento! Peccato solo che non l’avesse prodotto Gian Paolo Serino di Satisfiction con la formula “soddisfatti o rimborsati”:-)

    P.S. A proposito di Serino. Aveva promesso le prove per il caso Lippemanni, ma si è ben guardato dal fornirle. Che gran fanfarone.

  3. pirulix Says:

    Lu’, io credo che un buon 80% dei film che si producono abbia le stesse caratteristiche da te attribuite a Il mio migliore incubo… -_-”

    Di Serino credo che gli manchi in toto il senso e il “ritmo” della notizia… poi mettersi contro certa gente non saprei quanto gli convenga… soprattutto ha fatto il presunto scoop nel modo più. sbagliato e inefficace che si potesse

  4. Luan Says:

    Sì, ma io in genere riesco a evitarli… stavolta ho davvero rischiato l’esaurimento nervoso express:-)

  5. diait Says:

    Il giorno che volessi autoprovocarti un VERO esaurimento nervoso, Lucio, ti consiglio “Calamari Junior”, di quel simpa di Kaurismaki. In finalndese con sottotitoli. (I cameo nel Silenzio dei prosciutti – per esempio di Mel Brooks – almeno ti ripagavano di qualche spicciolo)

  6. Anonimo Says:

    Secondo me, G.P. Serino ha raggiunto il suo scopo con lo scoop di partenza (vedi anagramma): dopodiché non era tenuto a proseguire: ha lasciato furbescamente il lavoro ad altri, che si sporcassero le mani loro.

  7. Luan Says:

    Sempreché non fosse d’accordo con Fazi e le due girls in una per dare risonanza alla Trilogia.

  8. Anonimo Says:

    Ma questo tipo di risonanza, in cui volano gli stracci, fa bene o fa male al libro e a chi l’avrebbe scritto? Per me fa male.

  9. Anonimo Says:

    E il blog della (finta) Lara Manni, prima così attivo e riconosciuto, ora è praticamente morto. Questo fa bene o fa male alla trilogia? Per me fa male. Un lavoro di anni buttato via.

  10. Luan Says:

    Cfr. il post:

    https://lucioangelini.wordpress.com/2012/04/03/fazi-editore-paradiso-dei-fake-e-degli-astroturfer/

  11. Iannozzi Giuseppe Says:

    A me è piaciuto e molto anche. Una delle poche cose interessanti in sala. E dico maledettamente sul serio.

  12. Luan Says:

    Il che conferma l’assoluta incorrispondenza di amorosi sensi tra noi (mica come fra te e giulio)*-°

  13. diait Says:

    x iannozzi. Ma quand’è che non sei maledettamente serio?

  14. paolo f Says:

    Nell’ultimo post di Spallanzani (la Fondazione), leggo:

    «Già. E’ curioso però che WM1, parlando della sua traduzione, ringrazi Biondillo e Lara Manni, cioè a quanto pare la solita Lippa»

    Quando anch’io lessi questo nel post del waso ming, m’interrogai sul perché si dovesse ringraziare Gianni Biondillo.
    Che questi gli avesse reso un servizio per sdebitarsi del fatto che il waso ming l’aveva incluso negli autori “new italian epic” nel suo memorandum?
    Questa mossa del waso (includervi a forza una serie di noir classicamente milanesi che col nie non c’entrava un fico) era stata lungimirante, considerai, perché così si assicurava una sponda sul versante “indiano” e allargava le sue alleanze. L’unione fa la forza, si sa.
    Così si spiegherebbe la solidarietà “indiana” (dove Biondillo vanta un presenzialismo assoluto) nell’atteggiamento ostracistico verso i non-amici del new italian escrement.

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