DIALOGHETTO AL MIELE AMARO DI CORBEZZOLO CON GIULIO MOZZI SUL PREMIO SETTEMBRINI

Nei commenti al post

http://vibrisse.wordpress.com/2012/04/17/qual-e-il-prezzo-giusto/

si è svolto il seguente dialoghetto al miele amaro di corbezzolo:

Carlo Capone Dice:
21 aprile 2012 alle 19:44

… A titolo di curiosità, nel 98 ho frequentato la scuola di Laura Lepri, presso il teatro Verdi, dove pure assimilai preziose dritte sulla tecnica narrativa. Fu nel febbraio/marzo del 98 che ebbi modo di seguire, al Verdi, un giovane e accigliato Giulio Mozzi. Mai sentito nominare, fino ad allora.

Lucio Angelini Dice:
22 aprile 2012 alle 09:24

A distanza di tanti anni, Laura Lepri ha assegnato a Giulio Mozzi il premio Settembrini:-)

Carlo Capone Dice:
22 aprile 2012 alle 11:00

Settembrini? e chi è, il celebre patriota napoletano dell’800? comunque già allora mostrava gran trasporto per ello Mozzi.

Giulio Mozzi Dice:
22 aprile 2012 alle 11:54

Non Laura Lepri, Lucio, ma una giuria composta da più persone; tra le quali Laura Lepri. Invito a leggere questo capoverso del mio libretto “Consigli tascabili per aspiranti scrittori” (Terre di Mezzo):

“6. Che cosa sono le agenzie di servizi editoriali?

Non sono agenti letterari. Sono agenzie che offrono agli autori e agli editori (ma soprattutto agli editori) alcuni servizi: lettura e valutazione di opere letterarie, traduzione, revisione di traduzioni, redazione, editing, impaginazione, correzione di bozze, ricerche bibliografiche e iconografiche, e altro. C’è una zona grigia nella quale le agenzie di servizi editoriali sembrano confondersi con le agenzie letterarie. Ma gli agenti letterari veri e propri non offrono servizi editoriali. Proposte come «Per 500 euro (o 1.000, o 1.500) facciamo l’editing del tuo romanzo» sono insensate, perché l’editing è un’attività propria dell’editore: e ogni editore la fa a modo suo. Potreste trovare un editore per il quale il vostro romanzo di tremila pagine andrebbe almeno dimezzato, e un editore per il quale tremila pagine vanno benissimo (e magari si fa anche il cofanetto). Un editing al buio, senza un editore almeno interessato, è cosa che non si fa. Una scheda di presentazione di un romanzo scritta da un’agenzia di servizi editoriali non conta (ma costa!) più di una scheda di presentazione scritta dall’autore. Una scheda scritta da un’agenzia letteraria che ha deciso di non rappresentare l’autore significa, per un editore, che l’autore non è interessante (è ovvio, no?).”

Avete letto? Bene. Ora andate a guardare il sito di Laura Lepri. Come vedete, i servizi che “Laura Lepri Scritture” offre sono, in parte, quei servizi che io ritengo “insensati”. Questo è lo scambio di favori tra me e Laura Lepri.

Aggiungo qualche altra informazione. L’editore del mio libro “Sono l’ultimo a scendere”, Mondadori, mi aveva iscritto al Premio Settembrini (edizione 2010): mandando però le copie in ritardo. Fui quindi escluso. (Nessuno mi disse niente). Tuttavia, il Settembrini – diversamente da altri premi – ammette al concorso titoli pubblicati negli ultimi due anni. E allora un giorno, ai primi di giugno del 2011, mi telefona una signora dal Premio Settembrini e mi dice: “Lei è rimasto fuori l’anno scorso” (e mi spiega tutta la storia). “Se vuole, può rientrare in lizza quest’anno. Però, siccome il numero dei giurati è aumentato, servirebbero altre quattro copie del libro”.  Se non ricordo male, era un giovedì: e le quattro copie dovevano arrivare al Premio entro il successivo lunedì. Ringrazio; scrivo a Mondadori. Mi rispondono che non hanno copie del libro sottomano, che non ce la fanno a spedirle in tempo. Compero due copie da Ibs e due da Amazon, e le faccio consegnare direttamente alla sede del Settembrini. Il 29 ottobre 2011 vengo premiato. Vinco sia il premio della giuria tecnica (8.500 euro) sia il premio degli studenti (2.500). La giuria tecnica era composta da Tiziana Agostini, Mario Baudino, Michelangelo Bellinetti, Laura Lepri, Giancarlo Marinelli e Giorgio Pullini (presidente). La giuria degli studenti era composta da otto studenti (che hanno coinvolto nella scelta le classi alle quali appartengono: se non ho capito male).

Qui ci sono le motivazioni, l’elenco dei partecipanti eccetera.

Carlo Capone Dice:
22 aprile 2012 alle 12:37

A scanso di equivoci. Fino al post di Lucio di stamattina, non sapevo manco lontanamente che esistesse un premio Settembrini, né pertanto che potesse averlo vinto Giulio Mozzi e che nella giuria del premio ci fosse la signora Lepri…

Lucio Angelini Dice:
22 aprile 2012 alle 13:10

@giulio. non ho mica detto che laura e tiziana ti premiarono solo perché tue conoscenti (con laura, poi, vari scambi a livello di corsi di scrittura creativa, magari via Annalisa Bruni). Probabilmente, visto che il concorso riguarda le sole raccolte di racconti (in cui eccelli), i tuoi erano davvero i migliori. Hai letto troppe cose nella mia battuta.

P.S. Quando al premio partecipò “Quel bruttocattivo di papà Cacciari!”, non lo cagò nessuno, forse perché edito dalla microcasa edizioni Libri Molto Speciali anziché Mondadori. Eppure erano racconti straordinari…:-)

@carlo capone. Dici “Fino al post di Lucio di stamattina, non sapevo manco lontanamente che esistesse un premio Settembrini”.

Sono proprio i premi poco conosciuti ad aver bisogno di grossi nomi e grossi editori, per brillarne di riflesso:- ) Tiziana Agostini, peraltro, è assessore alla cultura del Comune di Venezia, magari la sua opinione al Premio interessa*-°

[Aggiungo che Laura Lepri è docente presso il Master in Editoria Libraria della Fondazione Mondadori]

(Foto da http://vibrisse.wordpress.com/tag/premio-settembrini/ )

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44 Risposte to “DIALOGHETTO AL MIELE AMARO DI CORBEZZOLO CON GIULIO MOZZI SUL PREMIO SETTEMBRINI”

  1. Iannozzi Giuseppe Says:

    Al solito.

  2. diait Says:

    Hai letto troppe cose nella mia battuta.

    uhm. Oppure ne hai scritte troppe tu…

  3. Lucio Angelini Says:

    Intendevo solo ribadire il concetto “il mondo è piccolo”. Ci si re-incontra sempre.

  4. paolo f Says:

    Sui premi letterari in Italia, soprattutto quello “per antonomasia”, lo Strega, se ne sono dette di tutti i colori. Il mio ultimo editore, giurato nello Strega, si lamentò con me per le camarille, gli scambi di voti e le sollecitazioni che riceveva (ma lo hanno già spiegato in tanti); e, soprattutto, la scarsa qualità dei testi che solitamente vengono messi a concorrere.

  5. paolo f Says:

    Il fatto che ci si re-incontra sempre, nel mondo letterario, indica che è un mondo piccolo e asfittico, purtroppo, dove di regola sono i grandi e potenti a vincerla.

  6. diait Says:

    allora molti zero-premi molto onore! Si potrebbero mettere sul curriculum tutti i premi non-vinti, e portarli come fiori all’occhiello. E ricordo che Camillo Langone vinse la Michetta d’oro. Una mia fissa, parlare male di Langone, da quando scrisse un peana per i Legionari di Cristo.

  7. diait Says:

    anzi: zeru-premi, alla Mou.

  8. pirulix Says:

    In tutti i circoli chiusi ci si reincontra sempre: anche tra i fungiari nei boschi!
    Lu’ ma il tipo in pantaloni fucsia e giacca giallino-verde è Giulio Mozzi?
    Se non avrei dato lo Strega a Nesi, quest’anno: il suo libro l’avevo letto prima ma oltre ad essere di facilissima lettura, scritto in un linguaggio semplice e accessibile e infarcito di citazioni letterarie e cinematografiche ad hoc (per strizzare l’occhio al lettore medio?) non l’ho mai ritenuto “degno” di un “premio” o chissà di quale levatura “letteraria”(non so quali fossero gli altri testi in concorso)… boh

  9. pirulix Says:

    Se non avrei dato… please, togliete il “se”… ^^”

  10. paolo f Says:

    Lu’ ma il tipo in pantaloni fucsia e giacca giallino-verde è Giulio Mozzi?

    Lascio rispondere a Lucio.
    Mi limito a osservare che l’abbinamento dei colori, per i letterati, spesso è un tabù insormontabile.

  11. diait Says:

    si veste come Crepet. Bene.

  12. Lucio Angelini Says:

    Certo che è Giulio Mozzi. La foto è tratta da Vibrisse:

    http://vibrisse.wordpress.com/tag/premio-settembrini/

    nei cui commenti compaiono sia le mie felicitazioni, sia quelle di FABIO PAINNET BLADE (ma a quei tempi non avevo idea di chi fosse: della serie “ci si re-incontra sempre”!)

  13. pirulix Says:

    Lu’ non le ho trovate le vostre felicitazioni…
    mi piace Mozzi, ha un che di hobbit (non è uno sfottò, per quanto mi riguarda): ispira fiducia

  14. pirulix Says:

    Lu’, perché al miele di corbezzolo? L’hai gustato ieri?

  15. paolo f Says:

    E’ vero: proprio Hobbit, direi.
    Infatti, quando lo salutai di persona, nel lontano 2006, mi colpì la sua bassezza (che non mi aspettavo).

  16. diait Says:

    L’altezza è una qualità molto sopravvalutata.

  17. Lucio Angelini Says:

    @pirulix. copio-incollo:

    Lucio Angelini Dice:

    30 ottobre 2011 alle 21:41
    Rinnovo i complimenti anche qua (dopo FB). Ora potrai finalmente permetterti un’automobile di seconda mano e scorrazzare con Laura Lepri e Tiziana Agostini sui colli Euganei*-°

    pare che il miele di corbezzolo abbia un che di amaro (in realtà non amo nessun tipo di miele, ancora meno ciò che è “melenso”:-) )

  18. pirulix Says:

    Lu’, grazie, m’ero persa nella mozzitudine e non trovavo il comnento🙂
    Ma… sbaglio o è un periodo che hai Mozzi nel mirino?
    Il miele amaro non è melenso: quello di mandorlo è ottimo!

  19. Lucio Angelini Says:

    @pirulix. ma no, considero mozzi un bravo autore di racconti (nel lungo si perde un po’). in realtà ero solo alla ricerca di un pretesto per riportare il suo passo sulle agenzie letterarie, vero cuore di questo post. quanto a laura lepri, ebbi a che fare con lei ai tempi di ‘Dora Squarcialenzuola’ (il mio capolavoro giovanile:-) quando dava una mano alla Marsilio. poi da venezia migrò a milano in cerca di fortuna e forse ce la trovò:-)

  20. pirulix Says:

    Infatti le agenzie di servizi editoriali sono spesso confuse dai più con le agenzie letterarie. Spesso se ne ignora l’esistenza.
    E le case editrici, a molte si contesta lo scarso -e pessimo- lavoro di editing sul testo, se ne servono?
    Lu’ , se scrivo che “hai Mozzi nel mirino”, sono ironica, non si capisce? Uffff

  21. paolo f Says:

    Chiedo scusa per il fuori tema.
    Ho l’impressione che Satisfiction abbia sospeso le pubblicazioni.
    Che sia una conseguenza dell’aver “pestato i piedi sbagliati”? Oppure era nell’ordine delle cose (dopo la nota disavventura giudiziaria) e, prima di farsi mettere in ginocchio, il suo ideatore ha voluto far crollare il tempio con tutti i Filistei? (Ovvero: andarsene “col botto”)

  22. pirulix Says:

    On line c’è fino al n.12
    La rivista cartacea non è gratuita?
    Servono finanziamenti anche per pubblicare un prodotto gratuito, no?
    L’ultimo tweet della rivista è di quattro ore fa.
    Pa”, c’hai voglia di intrighi, cospirazioni, complotti?
    La bonaccia mozziana ti tedia?
    Ti manca l’azione, il sangue, il SANGUE!

  23. paolo f Says:

    Hai ragione, gli articoletti continuano. Non vedendo più scorrere il sangue, m’ero ingannato.

  24. pirulix Says:

    Pa’, hai presente Rosencrantz and Guildenstern are dead?
    … we can do you blood and love without the rhetoric, and we can do you blood and rhetoric without the love, and we can do you all three concurrent or consecutive. But we can’t give you love and rhetoric without the blood. Blood is compulsory. They’re all blood, you see.

  25. paolo f Says:

    Non ho presente: ma è molto suggestivo;-)
    (in effetti ho nostalgia del sangue: come quello che scorreva nei talk-show ai tempi della scissione nel Pdl)

  26. diait Says:

    non l’ho visto quel film. Leggevo ora in un vecchio articolo di Repubblica, che la sua premiazione a venezia (presid. di giuria Gore Vidal… e sempre a Fazi ritorniamo! per i 6 gradi di separazione eccetera) fu molto controversa.

  27. diait Says:

    Insomma il drammaturgo che premia il drammaturgo e tanti saluti al cinema…

  28. maria pia Says:

    Io ve lo consiglio… eviterei di consigliarlo a tipi alla fpb, però😀

  29. maria pia Says:

  30. diait Says:

    sì, sulla caduta dei gravi fabio vorrà dire la sua.

  31. maria pia Says:

    in effetti ho nostalgia del sangue…

    Pa’, the blood is the life: come scrive Clive Barker, siamo tutti libri di sangue; in qualunque parte ci aprano siamo rossi.

  32. Lucio Angelini Says:

    Sui due personaggi shakespeariani:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Rosencrantz_e_Guildenstern_sono_morti

  33. Giulio Mozzi Says:

    Amaranto, non fucsia.

  34. pirulix Says:

    @Giulio Mozzi,
    chiedo venia: i particolari e le sfumature fanno la differenza, è vero!🙂

  35. diait Says:

    Uno s’è fatto il giro dei negozi del centro e ha girato tutti i mercatini dell’usato per trovare pantaloni amaranto, poi arriva una e gli dà del fucsia. Allora basta. Non ci sono più valori.

  36. paolo f Says:

    I barbari sono alle porte…

  37. diait Says:

    Macché, da mò che ce lo dicono per farsi belli loro…

  38. pirulix Says:

    Caccolicchio! Giulio Mozzi m’ha messo in testa l’ear worm del giorno: i suoi pantaloni amaranto come il primo bikini della bambina portoghese!😉 e chi smette di cantarla, ora, la sua cazone? 😀

  39. paolo f Says:

    Segnalo questo mio commento su “Giramenti”:

    «Una Modesta Proposta (parafrasando Swift):
    secondo me, tutti questi “petenti” (nel senso di “richiedenti”, che avete capito?) dovrebbero venire a porre i loro quesiti a Cazzeggi Letterari. Lì troverebbero un’équipe di persone preparate che chiarirebbero loro le idee.
    Non trovate?»

  40. Lucio Angelini Says:

    @paolo. E Gaja ha pure risposto: “Ebbene sì, a casa di Lucio Angelini – con gli amici tutti – ci si sollazza alla grande.”

    Temo vi sia sfuggita la sostanza in realtà tragica disperata stomp di questo blog:-/

  41. Iannozzi Giuseppe Says:

    A proposito di bufale

    http://iannozzigiuseppe.wordpress.com/2012/04/26/laura-albert-o-j-t-leroy-lingannevole-cuore-della-scrittrice-portato-in-italia-da-fazi-editore/

  42. Lucio Angelini Says:

    Insomma Loredana Lipperini si conferma REGINA DEI TROLL. Copio la parte finale:

    “… In realtà J.T. Leroy non è mai esistito. A scrivere i romanzi era Laura Albert. In Italia tutti i romanzi di Laura Albert sono stati pubblicati da Fazi editore.

    Dennis Cooper si accorge di questo J.T. Leroy. Lo prende sotto la sua ala protettrice, lo porta all’attenzione di Bruce Benderson nonché di diversi importanti editor dell’area di Manhattan. Dennis Cooper crede che Leroy esista, così gli assicura la consulenza letteraria di due autori quali Michael Chabon e Dave Eggers. Nel gennaio del 2006 il New York Times rivela che Leroy è in realtà Laura Albert.

    Laura Albert è stata condannata per frode nel giugno 2007: firmando sotto pseudonimo un contratto con un casa cinematografica per i diritti di Sarah, Laura Albert ha difatti infranto la legge. Le è stata comminata una ammenda pari a 116.500 dollari da versare alla società di produzione Antidote International Films.

    A promuovere Leroy in Italia, anche Loredana Lipperini che nel febbraio del 2005 (14 febbraio 2005), sul suo blog scriveva: “Esce oggi nelle pagine degli spettacoli un’intervista della sottoscritta a J.T. Leroy, in Italia per l’uscita del film Ingannevole è il cuore più di ogni cosa. L’intervista medesima, realizzata via mail, si è rivelata decisamente più lunga di quanto pubblicato: anche perché a Leroy piace assai corrispondere attraverso la posta elettronica. I contenuti extra, che non sono leggibili sul quotidiano, son questi…”.

  43. Iannozzi Giuseppe Says:

    Tu pensa che le recensioni ai fantomatici lavori di Leroy le pubblicai, in prima battuta, nel 2000, cioè quando uscirono questi librettini. E già allora dicevo a chiare lettere: si sente che dietro (e dentro la scrittura) c’è tutto l’impegno di Leroy e di una nutrito staff di persone, insomma si avverte la netta sensazione che Heart is Deceitful Above All Things è un lavoro commerciale, studiato a tavolino con estrema perizia, un prodotto collettivo per il mercato editoriale.

    Mi chiedo allora come sia stato possibile che così tante persone e critici non abbiano intuito subito la verità. Io l’ho intuita subito e senza sforzarmi più di tanto. E si era nel 2000. Ci sono voluti degli anni perché la bufala venisse svelata e condannata come tale.

    Se uno fa il critico e non è un ingenuo, un po’ di sale in zucca dovrebbe avercelo per riconoscere quando si trova di fronte a un prodotto e non a un lavoro genuino di un autore di talento.

    La parte che hai gentilmente citato, Lucio, è una sorta di appendice scritta oggi che oramai Laura Albert è lei e soltanto lei. Certo fa strano che la pulzella abbia intervistato, come lei dice, Leroy via email. Leroy portato in italia da Fazi e che ha poi pubblicato la Manna Lari che nessuno ha mai visto.😉 Uno più uno, quanto fa?😉

  44. diait Says:

    Ricordo l’intervista fatta da Sinibaldi, via telefono, a Leroy, in Fahrenheit. Però credo alla buona fede di chi ci ha creduto. Dave Eggers non è l’ultimo cretino, chissà com’è andata….

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