EDOARDO BRUGNATELLI SU COSA NON È DIO

(Edoardo Brugnatelli)

Ultimamente in Facebook si pescano interessanti riflessioni e disamine (se si hanno in lista personaggi interessanti, of course). Per esempio Edoardo Brugnatelli (di Mondadori) ha così commentato l’intervista alla signora Simone publicata sul Corriere della Sera:

http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/12_aprile_20/carla-vites-intervista-moglie-simone-2004153292085.shtml

«Questa specie di Candida Cerbiatta Ciellina (che fa volontariato etc etc, ci mancherebbe, che cucina lei, per cui ha le mani bagnate, pensa che roba!!!) ne dice di ogni.
Insomma, questa vive in un mondo dove come fosse niente si va in vacanza in resorts di lusso ai Caraibi, dove il weekend si va sullo yacht, dove aragoste e champagne a go go, ma poi dice che lei non sa nulla di nulla di quello che faceva il marito, che non le interessa.
Per giunta, incredibile a dirsi, la Candida Cerbiatta ha questa sorta di folgorazione DOPO che il marito è finito in gattabuia, non PRIMA. Viene da chiedersi se la folgorazione ci sarebbe stata lo stesso se il consorte fosse rimasto a piede libero.
E poi quante puttanate! Un’orgia di puttanate. Troppe puttanate.

1) “Buonasera, si accomodi. Mi scusi per le mani bagnate ma sto cucinando. Perché, vede, non è che io passo le giornate a cercare di fare il personaggio pubblico, spero sia chiaro”.

Povera stella. Povera piccola sciura che addirittura cucina. Le si rovineranno le manine… Magari poi non riuscirà più a pregare bene…
1 frustata, tanto per cominciare.

2) “Formigoni ha il tipico complesso d’inferiorità del cattolico. Ha bisogno di qualcuno che gli organizzi viaggi e vacanze, momenti di svago e feste in mezzo mondo.”

Strano. Conosco centinaia di cattolici che questa bizzarrissima sindrome non ce l’hanno e fanno vacanze normali con gente normale in posti normali organizzandosele da soli…
5 frustate.

3) “Mio marito ha sempre fatto quello che vuole lui. E anche del suo lavoro, mi creda, delle accuse che gli vengono mosse, ignoro tutto. Ho sempre ignorato tutto quanto”.

Ma quanta innocenza alberga in quel nobile petto? Non ha visto, non ha sentito, ignorava tutto la poverina. Forse passava troppo tempo in cucina. O a fare volontariato. Ma che delizia di un virgulto!
30 frustate (forti, con rincorsa e urlo, mi raccomando)

4) Ci dica ancora di Daccò. Chiede l’intervistatore.

Tracotante, uno che fa tutto lui… Ma poi, dove li portava? Li portava a Saint Barts… Non è tutto questo gran posto. Una spiaggia e il nulla...”.

Be’ insomma, un filo meglio di Gabicce lo è, no? Date un’occhiata:
http://www.saintbarth-tourisme.com/
http://www.saintbarth-tourisme.com/page_us.php/saint_barth_beaches.html

Per punizione una settimana in pensione completa a ferragosto a Milano Marittima

Un’ultima cosa: i piccoli immigrati figli di colf e badanti in un’elementare di via Della Spiga li lasci al loro destino. E la smetta di pensare di potersi comprare il Paradiso con questa paccottiglia.
Perché ho una cattiva notizia per lei signora.
Dio esiste ma non è quello della versione ciellina-cattolicheggiante (ovverossia un anziano coglione infinocchiabile, che si può imbrogliare con 4 preghiere, 2 penitenze 3 frottole dopo averne combinate di ogni). Nein.
Dio esiste, con ogni probabilità parla tedesco, ed è quello Luterano, il che significa che per lei e per i suoi amici di Cl sono cazzi. Altro che le abbronzature sulle spiagge caraibiche, signora mia. Sul depliant del resort esotico dove svernerete per l’eternità c’è scritto che là “sarà pianto e stridore di denti”.»

https://www.facebook.com/#!/edoardo.brugnatelli/posts/392589980771701

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39 Risposte to “EDOARDO BRUGNATELLI SU COSA NON È DIO”

  1. diait Says:

    Spero proprio che se esiste dio non sia quello luterano. Sennò siamo strafritti tutti, mi sa, pure il buon Brugnatelli. Vorrei sapere, però, se ha scritto più o meno le stesse cose (mutate le mutande) sulla signora Lario, quando scrisse la famosa lettera. O se si è unito al coro esultante, Dandini in testa, della “lezione di grande dignità”….
    Frustate, poi… Ecco il limite dei luterani. Se avete visto “Il nastro bianco” mi capite. Cento volte meglio cattolici e (alcuni) corrotti, dal mio opportunisticissimo punto di vista. (Brugnolini è credente? Non lo conosco)

  2. diait Says:

    ops, Brugnatelli

  3. Lucio Angelini Says:

    anch’io condivido più il “Dio non è questo/non è quello” che il “bensì è questo/è quello”. Finché sono nell’al di qua, cerco di comportarmi onestamente. Se poi ci sarà anche un al di là, vedrò come cavarmela allora. Un passo alla volta:-)

  4. diait Says:

    sottoscrivo.
    In generale, poi, i fustigatori dei costumi, che si chiamino Serra, Brugnatelli, Lutero o Ratzinger, Grillo o Socci, io non li apprezzo ma per un fatto caratteriale più che ideologico. E soprattutto, dessero il buon esempio nei fatti, che sarebbe già una cosa.

    Un passo alal volta, o passi di bimbo, se hai visto “Tutte le manie di Bob” con Bill Murray.

  5. diait Says:

  6. paolo f Says:

    Nello sguardo di Socci, in particolare (quando imperversava in tv), notavo sempre un luccichio che non rassicurava…

  7. diait Says:

    mefistofelico febbricitante, sì.

  8. riccardo ferrazzi Says:

    Grazie diait, sapere che esistono ancora le persone di buon senso mi rassicura (perché se guardo i vari Ballarò, Porta a porta, Otto emezzo, e chi più ne ha più ne metta, sono portato a disperare del genere umano).

  9. diait Says:

    a proposito di luterani

  10. diait Says:

    riccardo: dimentichi il sommo pontefice dell’ipocrisia, della disonestà intellettuale e della manipolazione – Santoro. O le compagnie di giro di Lerner. Ma perché li guardi!!!!

  11. Lucio Angelini Says:

    @diait. giusto ieri sera da Gad Lerner c’era la signora in questione. deduco che te la sei persa, scioccona*-°

  12. paolo f Says:

    Santoro è un vero professionista, il numero uno (tant’è vero che s’è fatto una tv sua).

  13. paolo f Says:

    Anch’io me la sono persa la signora in questione: Lucio, ragguagliaci!

  14. diait Says:

    E’ vero, me la sono persa. Lerner non lo reggo.
    Sembra una frase snob, ma effettivamente, da quando non ho più la tv in camera, non la guardo più. L’ho vista molto, in passato, ora guardo soprattutto robe al pc, da youtube o film in dvd o vecchi documentari recuperati, o altre cavolate sparse.

  15. Lucio Angelini Says:

    @paolo. http://www.la7.it/infedele/

    guarda la replica del 23 aprile

  16. pirulix Says:

    D i a i t!
    Finalmente qualcuno che la pensa come me su Santoro! Non ci posso credere!🙂

  17. diait Says:

    mio papà (vecchio comunista filoamericano) lo chiamava “il maiale”, con rispetto parlando.

  18. diait Says:

    te lo ricordi quando entrò in scena da Celentano, in prima serata per qualche miliardo di compenso, interpretando la nobile figura del martire?

    … ma oddiomio, sto fustigando i costumi di Santoro! Predico alal convertita! Troviamogli subito un lato positivo. Il profilo destro.

  19. Federico Gnech Says:

    Anche Ombretta Colli vedova Gaber (bacchettata giustamente da Gad Lerner) si chiede “chi non ha mai fatto una vacanza in barca?”. Ci sono o ci fanno? Nello specifico possiamo credere che ci facciano, ma in generale non possiamo avere la certezza che dimostra Brugnatelli. Il mio (secondo) lavoro di portinaio presso un ‘immobile di prestigio’ mi ha consentito un’altrimenti improbabile esperienza antropologica: il contatto diretto e financo il dialogo con signore appartenenti al ‘coté’ della Vites. Mogli di architetti e di notai con seconde case da seicentomilaeuro, costrette dalla maledetta IMU (povere stelle! sapeste quali sorrisi imbarazzati nominando Monti, del quale non possono parlar male!) ad improvvisarsi affittacamere: “ma senta, secondo lei, che cosa ha che fare lo Stato con me che affitto al turista la mia casa? Niente, vero?”. E lo chiede con autentico candore, al che il sottoscritto, alzando il sopracciglio, non può far altro che suggerire alla signora una visita dal commercialista. Detto per inciso: questa non è nemmeno più borghesia, secondo me.
    Su Sant’oro non siete soli (sole?). Mi permetto di riportare il link a un mio pezzo di qualche tempo fa: http://flaneurotic.wordpress.com/2011/10/10/michele-strikes-back/
    Su Lerner però dissento totalmente. Potrà starvi antipatico, ma L’Infedele è l’unica trasmissione politica che dia qualche elemento di conoscenza e riflessione, e in questo è proprio il contrario delle zuffe santoriane.

  20. diait Says:

    su Lerner anche tu hai un po’ di ragione (ferma restando la mia antipatia: quando parte dicendo che “vuole capire”, insieme a noi, ma si capisce benissimo che capire ha già capito tutto).
    D’altra parte, che senso abbia invitare duecentosettanta persone, dedicare venti minuti alla loro presentazione, e poi fare parlare ognuno per non più di 3 secondi perché 270 x 3 fa sempre più di quello che dura la trasmissione, non riuscirò mai a capirlo. Mi prende un nervoso tremendo quando qualcuno comincia a dire una cosa interessante, ma deve lasciare subito la parola a un altro o alla pubblicità; oppure una pena infinita per quello che è arrivato lì sperando di poter dire la sua, con tutta l’urgenza che può avere l’operaio rappresentante del tale stabilimento o il paladino/paladina della tale causa, e si ritrova a fare tappezzeria o interrogato distrattamente o frettolosamente quel tanto che basta a fare curriculum per il programma. Insomma, il talk show pensato così non è il mio genere.

  21. Federico Gnech Says:

    @diait

    Guarda, in alcune puntate, ed in alcuni momenti in ogni puntata, il nervoso prende anche me, ma paziento. Un po’ sono i limiti della televisione, un po’ quelli del modello di talk veramente polifonico, in cui l’indignata e il bocconiano siedono a un metro l’uno dall’altro (che poi, spesso, sono padre e figlia…). Lo spazio scenico è fondamentale: nota la differenza tra l’arena di Santoro, con le plebi in cima e i gladiatori in fondo. In Lerner i vari pezzi di intervento, ridotti all’essenziale, sono funzionali ad un racconto, che può venire più o meno bene. Io posso dire che su parecchi temi, soprattutto economici, L’Infedele mi ha dato spunti che nessun altro prodotto televisivo mi dà, e tanto mi basta.

  22. diait Says:

    ti dò di nuovo un po’ ragione. Ma non sui limiti della televisione. Non esiste un solo format per condurre una ragionamento o una trasmissione. Un po’ di creatività, a volte, bisognerebbe metterla in campo, quando certe scelte “tecniche” sono così fallimentari.

  23. diait Says:

    quando ho letto “tanto mi basta” ho pensato al fatto che noi italiani (chiedo scusa per la generalizzazione, con tutti i suoi limiti) siamo diventati sempre di più degli “underachievers”… Anch’io prima scrivevo “dessero il buon esempio” che sarebbe già tanto”. O forse è solo che siamo pragmatici, in fondo, e sappiamo che, tanto, più di tanto, non si può avere.

  24. Federico Gnech Says:

    Premesso che l’etichetta “underachiever” è termine da assistenti sociali e psicologi della scuola ammarigani, nel senso che gli dai tu mi ci riconosco pienamente. Da ciò nasce probabilmente il mio contentarmi. Sull’Italia in generale dovrei tacere. Epperò, rischiando a mia volta di generalizzare, direi che siamo una nazione di stronzi, al di là dei risultati individuali o collettivi conseguiti.

  25. diait Says:

    anch’io mi ci riconosco, certo. Un po’ come dire dilettanti, anche. Una cosa che ho sempre pensato che avesse gran lati positivi: puoi fare male, ma mai malissimo. Non so, in inglese è molto usato underachiever. Wordreference dice: chi rende al di sotto delle aspettative. Abbiamo tutti un brillante futuro alle spalle, insomma, come diceva Flaiano! Oppure, nel gergo scolastico: non ci applichiamo.

  26. diait Says:

    p.s. che è ‘sta mosceria, oggi? tutti fuori sede… neanche due post contigui di fabio… Ok. Tanto stasera c’è il dottor House. Ottava e ULTIMA stagione.

  27. Lucio Angelini Says:

    Forse le sinistre parole di Brugnatelli (“Sul depliant del resort esotico dove svernerete per l’eternità c’è scritto che là “sarà pianto e stridore di denti”) hanno provocato un disordinato fuggi-fuggi…

  28. paolo f Says:

    C’è chi, invece, ogni santo giorno feriale – per inscalfibile spirito di servizio – rimane fedele alla propria missione, e anche oggi tuona:

    «Silvestri, o comunque si chiami. Se ha qualcosa da dire stia al punto, se interviene per lasciare il suo schizzetto di fango grazie, è stato bello, arrivederci.»

  29. diait Says:

    !!!!

  30. paolo f Says:

    “Donna d’acciaio”, dice qualcuno.

  31. paolo f Says:

    Altro che quella mammoletta della signora Simone, di cui sopra, che s’asciugava la lacrima!

  32. diait Says:

    anche a Ilaria M. è andata male. Ma noto che sempre più spesso nei commentarium di blog femminili/femministi intervengono donne critiche, soprattutto sulla paranoia degli stereotipi, della discriminazione di genere eccetera.

  33. diait Says:

    non credo che la rigidità sia sinonimo di forza, però.

  34. paolo f Says:

    E, per curiosità, come l’hai trovato il commento di Ilaria M.?

  35. diait Says:

    Se al posto delle madri in questo spot ci fossero stati i padri, il cosiddetto “commentarium” si sarebbe scagliato ugualmente contro lo spot. (…) se uno vuole criticare e trovare dell’antifemminismo nelle cose, be’, lo troverà sempre.
    senz’altro. Ci sarebbe stato un buon motivo per denunciare l'”assenza sterotipica” delel donne dall’universo … ecc.

    Comunque penso che lo spot “arrivi” anche a chi vorrebbe solo contestarlo perché esprime dei sentimenti e delle situazioni molto vere, sia per chi le ha vissute sia per chi, come me, avrebbe sempre sognato di vedere sua madre su quegli spalti e non l’ha mai avuta.
    Infatti.

    Dato che più o meno tutti ricadiamo in una di queste due categorie, il gioco è facile. E’ uno spot pubblicitario… e con i brutti spot che ci sono in giro, non posso che ritenerlo davvero riuscito.
    Sottoscrivo.

    Aggiungo che le madri non sono sempre quelle “sante naturali” che ci vengono mostrate nel comunque splendido ed efficace video. Le Tiger mums cinesi, poniamo: qualcuno ha visto che vita fa “un piccolo atleta” in Cina? Alcuni dei bambini nella prima parte del video hanno tra i 4 e i 5 anni. Perché devono praticare uno sport a livello agonistico, a quell’età, svegliandosi magari a ore antelucane anche di domenica? E perché ci viene presentato come un sacrificio della MADRE e non del figlio? Uhm…. Just a thought.

    Ho visto però che poi la titolare del blog ha replicato con un emoticon affettuoso. Non lo avevo registrato, colpa del bias…

  36. diait Says:

    p.s. ho strenuamente boicottato la ginnastica artistica agonistica di mia nipote (quando aveva tra i cinque e i sei anni). La andavo a prendere a scuola e ogni scusa era buona per non portarcela, con sua somma gioia. Sono del tipo Sheep Aunt.

  37. pirulix Says:

    Infatti, diait, la rigidità nasconde spesso l’ottusità.
    Il commento più sensato di una discussione vaneggiante dove tutti si prendono maledettamente sul serio@.@ è stato quello di tal Elena Elle..
    Condivisibile anche Ilaria.
    A mio avviso *commentarium* è una parola che rientra.negli strafalcioni e nell’ uso arbitrario della lingua della Signora tenutaria del blog.

  38. paolo f Says:

    Dai l’impressione di essere un po’ anarchica, come mia madre (maestra elementare e pittrice, ora un po’ svaporata).

  39. paolo f Says:

    (rivolto a diait)

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