CANDIDA COME TE

Qui:

http://bestofcazzeggiletterari.wordpress.com/2012/06/29/bocl-n-44-candida-come-te/

8 Risposte to “CANDIDA COME TE”

  1. fabio painnet blade Says:

    Rileggevo il bolc di Candida (il 44°) e – se noti – già lì si parlava delle questioni legate all’editoria, alla difficoltà di valutazione etc. etc. A rileggere i nostri scambi , se ci badi, io non parlo mai di ‘griglia’ , di ‘metri di giudizio’ numerici o di ‘quantità’, concetti che invece spesso, e pure ironicamente, mi attribuite. La prima priorità è quella di condividere la necessità di orientarsi a un principio valutativo diverso da quello convenzionale, cioè dal parere arbitrario di ‘esperti’ , o sedicenti tali, che finiscono sempre per sottostare a vincoli opportunistici.
    Io vengo dalla sanità e ti assicuro che questo problema è sentito come e più che in campo letterario. Anche lì il baronato preme per mantenere ben saldo un principio di valutazione clinica estremamente soggettivo, cosicché la canalizzazione di ingenti risorse possa essere abilmente orientata dove più fa comodo. Ciò significa, in sostanza, che coloro che incappano nelle spire della malasorte beccandosi un male di tipo neurologico, non hanno speranza di seguire un protocollo clinico basato su attendibili risultati scientifici. Capisci la gravità di quel che sto dicendo? Bè, di sicuro non saranno in tanti ad ammettere, ma neppure in grado di negare, quanto vado dicendo. Su questo, a suo tempo, misi nero su bianco, quindi scripta manent, semmai qualcuno se ne volesse preoccupare seriamente.
    Posso aggiungere che, cercare di conciliare due culture apparentemente contrapposte (scienza e arte, formazione tecnicistica e umanistica), possa portare a soluzioni inaspettate e definitive, come sempre si è verificato nella storia.Sai cosa scrisse Newton? Che senza importanti contributi e formulazioni, passategli da un certo De Fermat, non avrebbe mai definito le Ugl. I manoscritti che testimoniano questo scambio epistolare tuttavia, dopo essere stati rinvenuti, nel 1935, sono pressochè spariti, o sottratti all’attenzione pubblica. Mi piacerebbe molto romanzare su questa faccenda, se avessi le doti del Ferrucci forse l’avrei fatto. Semmai troverò qualcuno in grado di capire, gli chiederò di scrivere il romanzo che ho nella testa bello pronto, gli chiederò di trovare le parole migliori per una storia senza tempo, una storia in cui due universi culturali si incontrano per dar vita ad un nuovo sistema, un nuovo ideale. Quando questo accade, la probabilità matematica generalmente è pari allo zero. TAnto per dire che il calcolo matematico differisce notevolmente dalla teoria della probabilità studiata da Pascal e De Fermat (e da heisenberg che non parla affatto di incertezza assoluta ma di ‘incertezza matematica’. E anche qui non hai capito una mazza!) Ma di questo già ne discutemmo a iosa, ricordo.

  2. fabio painnet blade Says:

    L’importante quindi non è individuare un contesto parametrale secco, ma aprire un confronto schietto e disincantato su cosa significhi superare il criterio (arbitrario, più che soggettivo) caro ai cattedratici ( cosa di cui penso non sarai mai capace); per operare in questa direzione è necessario anzitutto cogliere e solidarizzare con la denuncia verso i problemi insiti nel paradosso accademico su cui si reggono molti ‘imbrogli’. Tutto qua. Io andrò avanti finché potrò (perché la cosa comporta dei costi, anche e soprattutto sul piano professionale dove ci mettono poco a tagliare le gambe alle persone) certo di approdare, prima o poi, a una comune intesa su questa spinosa faccenda. buon proseguo cmq con la tua Lara Manni, non fosse per te rimarrebbe quella sconosciuta che è, come si merita.

  3. fabio painnet blade Says:

    Ma va là che si scherza, pippaioli a-tonici. Siete troppo carini quando vi rincuorate a vicenda. Troppo divertente. Val la pena di stuzzicarvi un po’ di tanto in tanto. Anzi val la pena di punzecchiare Lucio per godersi l’esibizione di tutta la corale ih ih ih.

  4. Lucio Angelini Says:

    scioccherello, io imperturbabile rimasi…

  5. RobySan Says:

    …“il macrolinguaggio è la lingua condivisa da tutti gli scrittori e da tutti i poeti in ogni tempo, è la lingua condivisa dagli scrittori ottimi e dagli scrittori mediocri in ogni tempo…” e più giù: “Saper scrivere è conoscere il macrolinguaggio”…

    Come macrolinguaggio, il macroassembly della Texas Instruments può considerarsi adeguato? Perché, se sì, ho delle sorprese da non far dormire editori e talent-scout per settimane!

  6. Lucio Angelini Says:

    Sei Fabio in disguise?🙂

  7. fabio painnet blade Says:

    No, caro. Dev’essere un’altro folle, o solo un comune venditore. Ti ringrazio per il pensiero. Di tanto in tanto ripercorro malinconicamente questi viottoli dimenticati dalla cristianità, ma senza l’entusiasmo di tempi andati, l’impertinenza brutale e il sacro fuoco della malvagità che ha caratterizzato sparate inopportune (perlo più le mie) presuntuosamente credute ironiche. La mia esperienza in rete è terminata ed anceh il tempo da dissipare, purtroppo. Approfitto per un saluto. Ciao Vecchio, spero che nel frattempo abbia provveduto distruggere qualcosa di utile per forgiare lame nuove e più letali.

  8. Lucio Angelini Says:

    Segui i commenti a questo post e dimmi se non sono ancora un intatto pain-in-the-neck (pain in the net) blogger:-)

    http://vibrisse.wordpress.com/2013/03/04/che-emozione/

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