RAUL MONTANARI SUL CINICO LORENZO

"… il cinico Lorenzo, straordinario nei racconti – ma sul serio! – e deludente invece quando ha voluto cominciare anche lui il suo romanzo e ha portato al corso un paio di capitoli che abbiamo letto e commentato insieme. Non è la prima volta che succede: sarà la decima, almeno. Mi capita di trovare questi grandi scattisti, questi talenti dei cento metri ovvero delle cinque-sei pagine, che quando devono allungare si smarriscono. È una bella scalogna. Ci sono scritture sublimi, grintose, magnifiche, che però sembrano nate solo per le misure brevi. Al contrario, sono stato più volte sorpreso vedendomi consegnare, da allievi che consideravo mediocri, dattiloscritti di cento e passa pagine che magari non valevano chissà che, ma avevano il sapore, gli spazi, il giusto passo del romanzo. Il romanzo non è più lungo del racconto. È più largo. Ci va dentro più vita, più descrizioni, più cose che non sono soltanto in funzione della trama."

(Raul Montanari, L'esordiente, Dalai editore, p. 115)

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11 Risposte to “RAUL MONTANARI SUL CINICO LORENZO”

  1. rferrazzi Says:

    E' tutto vero, in tutti e due i sensi: come riflessione sulla scrittura e come dato di fatto. Lorenzo esiste davvero (lo conosco personalmente) e ha scritto dei racconti straordinari. Se non sono del tutto d'accordo con Raul è perché non ho perso la speranza che prima o poi Lorenzo ci regali anche uno straordinario romanzo. Non credo che la "larghezza" narrativa venga dal DNA: io credo che si acquisisca (e credo anche che richieda tempo a disposizione, cosa che Lorenzo non ha, per ora).

  2. Lioa Says:

    Be', pensa per esempio a Giulio Mozzi: grande nel racconto breve, deludente nella narrazione lunga (di qui il suo segreto amore per gli scrittori fluviali, da 600 pagine in su). Io stesso credo di appartenere al gruppo dei Sintetici:-)

  3. Lioa Says:

    P.S. C'è chi suddivide gli scrittori tra Stitici e Diarroici:-)

  4. utente anonimo Says:

    come similitudine la trovo perfetta :-)) bye

  5. utente anonimo Says:

    davvero molto interessante, ho scoperto il tuo blog casualmente e sono rimasta sorpresa per la varietà di argomenti. Mi piace,…..continuerò a visitarlo….

    prestiti INPDAP

  6. Lioa Says:

    L'intervento qui sopra è un evidente esempio di neo-spam. Attenzione.

  7. utente anonimo Says:

    Be', allora già che ci siamo posso dire che Riccardo Ferrazzi non ha per niente questo problema, Il suo è il tipo di scrittura che non cambia dalla misura breve a quella lunga.
    Raul M.

  8. rferrazzi Says:

    Raul è troppo buono! Quanto a Giulio Mozzi, è vero, ha sempre avuto questa idiosincrasia per la dimensione del romanzo. Sarebbe una cosa da studiare, se non fosse che è così bravo nella dimensione del racconto da non aver bisogno di dilatarsi nelle 200/400 pagine del romanzo.
    Quanto alla stipsi o alla diarrea, credo che sia una questione di qualità, più che di passo narrativo. Non credi?
     

  9. Lioa Says:

    Naturalmente scherzavo. Nessuno esclude che ci siano scrittori bravi sia nel lungo, sia nel breve*-°

  10. cmalox Says:

    bello il tuo blog!

    Mi sto impegnando perché il gruppo "di lettura" che frequento (giusto per dare una definizione al gruppo eh, perché in realtà siamo un misto di cose difficile da definire) decida di scegliere come prox libro da leggere "L'esordiente" di Montanari, così ho cercato in rete opinioni e commenti sullo stesso e sono capitata qui. Interessanti le tue osservazioni. Ciao!

  11. Lioa Says:

    Ma la recensione al libro di Montanari non è questa: è successiva.

     http://lucioangelini.splinder.com/post/24868350/raul-montanari-riscrive-william-wilson

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